18 de marzo
Sant' Anselmo II de Lucca (o de Baggio)
Obispo
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e formazione
Nato a Baggio, sobborgo di Milano, nel millesimo e quarantesimo anno, il futuro vescovo apparteneva a una famiglia profondamente legata alle alte sfere della Chiesa dell' undecimo secolo. Suo zio Anselmo da Baggio fu eletto Papa il primo ottobre dell'anno millesimo e sessantuno con il nome di Alessandro Secondo, mantenendo ad interim il titolo di Vescovo di Lucca. Nel millesimo e sessantadue, il pontefice nominò cardinale suo nipote, che era originario proprio di quel centro milanese. Il giovane cardinale e futuro vescovo ricevette una solida educazione teologica e spirituale, risultando allievo di Lanfranco da Pavia e venendo educato presso la scuola cluniacense di Berengario di Tours. Decise inoltre di consacrarsi a Dio abbracciando la vita monastica e divenendo monaco benedettino.
L'episcopato e la lotta per le investiture
Alla morte dello zio Papa, avvenuta nel millesimo e settantatreesimo anno, Anselmo fu chiamato a succedergli come Vescovo di Lucca. Gli eventi si svolgevano durante il delicato periodo della lotta per le investiture. Inizialmente il presule rifiutò la nomina per evitare di ricevere dall'imperatore Enrico Quarto le regalie legate all'ufficio. Durante questo complesso confronto, depose nelle mani del Papa l'anello e il pastorale precedentemente ricevuti dallo stesso imperatore. Accettò infine l'elezione episcopale il ventinove settembre del millesimo e settantaquattro, sostenendo fortemente il movimento riformatore della Chiesa e la moralizzazione del clero. Il suo intransigente impegno riformatore provocò reazioni molto aspre, tanto che nel millesimo e ottantuno fu esiliato dall'imperatore Enrico Quarto.
L'esilio, l'opera giuridica e il rifugio a Mantova
Durante l'esilio imposto dall'autorità imperiale, il vescovo si ritirò come monaco nell'abbazia di San Benedetto in Polirone, trovando accoglienza e protezione presso la contessa Matilde di Canossa, di cui divenne consigliere spirituale. Successivamente fu reintegrato nel suo ufficio vescovile dal papa San Gregorio Settimo. Venne infine cacciato da Lucca dai canonici ribelli che rifiutavano decisamente di condurre vita comune con lui, come invece imponevano i canoni riformati. I papi Vittore Terzo e Urbano Secondo lo designarono allora legato pontificio in Lombardia. Anselmo fissò quindi la sua residenza a Mantova, sempre sotto la protezione della contessa Matilde di Canossa. Nella città virgiliana si dedicò interamente al radicamento dei principi della riforma gregoriana e al contrasto dell'antipapa Clemente Terzo. Parallelamente all'azione pastorale, curò la redazione della Collectio canonum, una rilevante raccolta in tredici libri di fonti del diritto canonico che attingeva soprattutto dal Decretum di Burcardo di Worms.
Transito, sepoltura e culto
Anselmo morì a Mantova il diciotto marzo dell'anno millesimo e ottantasei. La contessa Matilde volle concedergli una degna sepoltura collocandone le spoglie sotto l'altare maggiore della cattedrale di Mantova. La tradizione riferisce che il corpo di Anselmo, esumato alcuni secoli dopo, fu trovato incorrotto, e tale prodigioso corpo incorrotto è custodito ancora oggi nella medesima Cattedrale di Mantova. La Chiesa cattolica ne onora la memoria ricordando la sua incrollabile fedeltà alla Sede Romana e a papa San Gregorio Settimo. Il Martirologio Romano registra ufficialmente il suo transito a Mantova il diciotto marzo, mentre nella diocesi di Milano la sua memoria liturgica si celebra l'otto ottobre. Mantova lo venera quale patrono della città. In suo ricordo, papa Giovanni Paolo Secondo dedicò una lettera apostolica alla diocesi di Mantova il trentuno gennaio dell'anno millesimo e novecento ottantasei, definendolo un luminoso riflesso della santità di Dio e un autentico buon pastore.
Il cammino di un pastore
Nato a Baggio, nei pressi di Milano, nel 1040, Sant' Anselmo II intraprese un percorso di vita che lo avrebbe condotto a ricoprire ruoli di grande responsabilità. Nel 1073, la sua elezione a vescovo di Lucca segnò l'inizio di un ministero vissuto in anni di intensi contrasti tra il potere imperiale e la Chiesa. La sua figura si distinse per la profonda saggezza, che lo portò a divenire un punto di riferimento spirituale per la contessa Matilde di Canossa, sostenendola con consiglio e preghiera nelle complesse vicende di quel tempo.
La vita di Sant' Anselmo fu segnata anche dalla prova dell'esilio, subito nel 1081 per ordine dell'imperatore Enrico IV. Lungi dal ritirarsi, egli continuò a servire la causa della Chiesa con instancabile dedizione. In qualità di legato pontificio in terra lombarda, egli si impegnò con vigore per contrastare la presenza dell'antipapa Clemente III, cercando di ricondurre i fedeli e il clero alla comunione con il legittimo successore di Pietro. Parallelamente al suo impegno pubblico, egli si dedicò alla redazione della Collectio canonum, un'opera monumentale in tredici libri che sistematizza il diritto canonico, testimoniando la profondità del suo pensiero teologico e la sua volontà di promuovere l'ordine e la disciplina all'interno della comunità dei credenti. Il suo percorso terreno si concluse a Mantova nel 1086, lasciando in eredità un esempio di fedeltà che ancora oggi ispira quanti guardano alla sua vita come a un modello di integrità e dedizione pastorale.
La memoria e il culto
La figura di Sant' Anselmo II è stata oggetto di una profonda venerazione, che ha trovato espressione nel culto confermato dalla Chiesa. Il suo legame con la città di Mantova, luogo in cui terminò i suoi giorni, è particolarmente significativo, tanto che egli ne è divenuto patrono. La sua memoria liturgica viene celebrata con particolare devozione il 18 marzo, data che ricorda la sua testimonianza di pastore zelante e difensore della verità. Anche nella diocesi di Milano, luogo delle sue origini, la sua figura è ricordata con solennità l'otto ottobre.
Il ricordo di Sant' Anselmo si lega anche all'Abbazia di San Benedetto in Polirone, luogo che conserva la memoria storica di questo vescovo dell'undicesimo secolo. La sua eredità non si limita ai documenti e alle opere scritte, ma vive nella devozione del popolo cristiano, che riconosce in lui un intercessore pronto a guidare il cammino verso Dio. Il culto verso Sant' Anselmo invita i fedeli a riflettere sulla necessità di una fede vissuta con coerenza, capace di superare le difficoltà e le opposizioni del mondo per rimanere saldi nell'amore per il Signore e per la Chiesa.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant' Anselmo II de Lucca?
Il transito del santo si celebra il diciotto marzo, data registrata nel Martirologio Romano. Nella diocesi di Milano la sua memoria liturgica ricorre invece l'otto ottobre.
Di cosa è patrono Sant' Anselmo II de Lucca?
Sant' Anselmo è venerato quale patrono principale della città di Mantova.
En Mantua, tránsito de san Anselmo, obispo de Lucca: fidelísimo a la Sede Romana, durante la lucha por las investiduras repuso en manos del papa san Gregorio VII el anillo y el báculo pastoral, que a mal regañadientes había recibido del emperador Enrique IV; expulsado de su sede por parte de los canónigos que rechazaban la vida común con él, fue enviado como legado en Lombardía por el papa, al cual fue de gran ayuda. — Martirologio Romano