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1 de septiembre

San Constancio de Aquino

Obispo

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le fonti storiche e la figura del vescovo

Tutte le informazioni storicamente rilevanti su Costanzo derivano da due brani scritti da San Gregorio Magno. Il sommo pontefice riferisce che il santo vescovo di Aquino era deceduto da poco tempo durante il pontificato di papa Giovanni. Costanzo era straordinariamente dotato del dono della profezia. In punto di morte, Costanzo rispose ai suoi vicini piangenti che gli chiedevano trepidanti chi sarebbe stato il suo successore. Il santo profetizzò che dopo di lui ci sarebbe stato un mulattiere, poi un lavapanni, e che Aquino sarebbe stata misera. Costanzo morì subito dopo aver pronunciato la sua profezia. Il diacono Andrea, che in precedenza aveva gestito muli e cavalli, succedette a Costanzo nella cura pastorale. Alla morte di Andrea, venne eletto vescovo Giovino, che in precedenza lavava i panni nella medesima città. Giovino era ancora in vita quando i Longobardi devastarono Aquino. Durante l'invasione longobarda, una parte degli abitanti di Aquino fu uccisa dagli invasori e un'altra parte morì a causa di una grave pestilenza. Dopo la morte di Giovino, la città non ebbe più un vescovo né persone per le quali nominarne uno. La profezia di Costanzo si avverò puntualmente: dopo la scomparsa dei suoi due successori, la Chiesa di Aquino rimase priva di pastori.

Il legame con San Benedetto e la cronologia

Nel narrare le gesta di San Benedetto, San Gregorio Magno aveva ricordato l'episodio di un chierico di Aquino tormentato dal demonio. Il vescovo Costanzo aveva inviato il chierico posseduto presso numerosi santuari di martiri. I martiri non guarirono il chierico per mostrare l'ampiezza della grazia concessa a San Benedetto. San Benedetto liberò immediatamente il chierico dal demonio grazie alle sue preghiere. Dai testi di San Gregorio Magno si ricavano due punti fermi per la cronologia di Costanzo: egli era già vescovo di Aquino mentre San Benedetto, morto nel cinquecentoquarantasette, era vivo, ed è deceduto durante il pontificato di papa Giovanni III, vissuto tra il cinquecentosessantuno e il cinquecentosettantatré. Lo studioso Cayro ha ipotizzato l'esistenza di due distinti vescovi di Aquino di nome Costanzo, uno contemporaneo di San Benedetto e l'altro vissuto sotto Giovanni III. Sebbene San Gregorio Magno non dichiari esplicitamente l'identità della persona, le espressioni da lui adoperate rendono evidente che si tratta del medesimo Costanzo. Alcuni codici del Martirologio Geronimiano riportano alla data del primo settembre la dicitura In Casino Constantii. Non vi è certezza che la menzione del Martirologio Geronimiano si riferisca al vescovo di Aquino.

L'elogio antico e la tradizione letteraria

Gli Acta Sanctorum riportano un elogio di San Costanzo posto come introduzione al racconto di San Gregorio Magno. L'autore anonimo dell'introduzione sfrutta il significato letterale del nome Costanzo per lodarne la costanza nella pietà e la perseveranza finale. L'autore dell'elogio accenna genericamente ai prodigi compiuti dal santo dopo la morte. L'elogio specifica che il santo si distinse per il dono della profezia, per poi introdurre il testo di San Gregorio Magno. L'elogio sembra essere la parte finale di un testo anziché il prologo di una leggenda. Negli Acta Sanctorum il testo è stato riprodotto da un manoscritto non molto antico fornito dall'Ughelli, di cui si ignora la provenienza originale. L'autore dell'elogio è sconosciuto, ma potrebbe trattarsi di un frammento superstite della leggenda del santo scritta da Pietro Diacono verso l'anno undiciocentoventicinque e dedicata al vescovo aquinate Guarino. Pietro Diacono menziona l'esistenza di questa leggenda, che tuttavia non si è conservata tra le sue opere. La leggenda fu probabilmente scritta e dedicata a Guarino quando la sede episcopale di Aquino si ricostituì dopo il lungo abbandono dovuto alla devastazione longobarda. La rinata diocesi di Aquino ricercò le memorie del proprio santo patrono. Anche se la leggenda redatta da Pietro Diacono a secoli di distanza non era molto attendibile, essa testimonia il culto reso a Costanzo nella diocesi ricostituita.

Le reliquie e la memoria liturgica

Il dieci dicembre millesettecentoquarantadue il vescovo Spadea effettuò la ricognizione delle reliquie di San Costanzo, ritrovate sotto l'altare dell'antica cattedrale di San Pietro. Le reliquie furono risposte con onore in una nuova urna di legno e trasferite nella nuova cattedrale intitolata a San Costanzo, sistemandole sotto l'altare maggiore. Il vescovo Spadea riferì che fino al sedicesimo quarantaquattro il corpo del santo era conservato in una chiesa a lui dedicata, situata fuori dalle mura cittadine e poi scomparsa. La cattedrale di San Costanzo fu distrutta nel maggio millenovecentoquarantaquattro a causa di eventi bellici. Il vescovo Biagio Musto ha ricostruito la cattedrale, dedicandola nell'ottobre millenovecentosessantatre ai santi Costanzo e Tommaso d'Aquino. Il Martirologio ricorda San Costanzo ad Aquino nel Lazio, citando le lodi di papa San Gregorio Magno per il suo dono profetico, ed egli viene commemorato il primo settembre nel Martirologio Geronimiano, secondo un'ipotesi, e riportato regolarmente nel Martirologio Romano.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Costanzo di Aquino?

San Costanzo viene commemorato il primo settembre, come riportato nel Martirologio Romano e indicato nel Martirologio Geronimiano.

Di cosa è patrono San Costanzo?

San Costanzo è il patrono della città e della diocesi di Aquino.

En Aquino en el Lacio, san Constancio, obispo, de quien el papa san Gregorio Magno alaba el don de la profecía. — Martirologio Romano