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martes 1 de septiembre 2026 · Santo del día

Sant' Egidio

Abad

Sant' Egidio

Sant' Egidio è un abate venerato il primo settembre, la cui figura si colloca tradizionalmente tra il sesto e il settimo secolo. Egli è molto popolare in Francia, Belgio e Olanda, e la sua memoria è ampiamente celebrata nella regione della Camargue, dove una cittadina ha preso il suo nome. La sua esistenza si muove tra storia e tradizione, inserita nel contesto della Gallia narbonense, nell'attuale Francia meridionale. Il nome stesso del santo richiama una lunga tradizione spirituale, pur appartenendo a un'epoca assai antecedente rispetto alla famiglia francescana, la quale custodisce comunque la memoria di altri beati omonimi.

Il santo abate è ricordato soprattutto per la sua vita eremitica, trascorsa in profondo isolamento all'interno di un bosco, e per la fondazione di una grande comunità monastica. La devozione popolare lo invoca tradizionalmente come protettore contro la follia, la paura e il delirio della febbre. La sua figura è avvolta da suggestive narrazioni agiografiche, tra cui spicca l'episodio della cerva che lo nutriva, il quale segnò l'inizio del legame con la regalità e la nascita del celebre complesso monastico legato alla sua tomba.

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Los otros santos de hoy

San Tammaro

Obispo

San Tammaro visse nel quinto secolo e viene ricordato come un pastore che affrontò l'esilio, l'approdo provvidenziale sulle coste italiane e il ministero episcopale a Benevento. Immigrato e profugo proveniente dal Nord Africa, egli giunse via mare insieme ad alcuni compagni nell'Agro campano, area nota come Terra di Lavoro e corrispondente a gran parte dell'odierna provincia di Caserta. La sua figura si inserisce in un tempo di profonde prove per la Chiesa africana, segnato dalle persecuzioni e dalle traversie che portarono molti credenti a cercare rifugio oltre il mare Mediterraneo.

La memoria di questo vescovo è rimasta viva nel corso dei secoli grazie alla forza di un culto che unisce diverse comunità della Campania, in particolare Benevento e Grumo Nevano. La devozione dei fedeli si esprime nella cura delle reliquie e nelle celebrazioni liturgiche che ogni anno rinnovano il legame spirituale con il santo patrono, ricordando la sua testimonianza di fede e la protezione accordata alle popolazioni locali nel cammino della storia.

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San Sixto de Reims

Obispo

San Sisto è considerato dalla tradizione il primo vescovo e protovescovo della città di Reims, essendo vissuto durante il terzo secolo. Il suo nome figura nella cronotassi episcopale ufficiale al primo posto, precedendo il suo compagno san Sinicio. La diocesi conserva la sua memoria liturgica il primo settembre, data in cui la Chiesa commemora congiuntamente san Sinicio e san Nivardo. Il Martirologio attesta la sua memoria a Reims, nella Gallia belgica, oggi territorio della Francia. La figura di questo presule si muove tra le fonti storiche della Gallia e le narrazioni agiografiche tramandate nei secoli successivi.

Il governo pastorale di san Sisto sulla comunità di Reims si protrasse per una durata di vent'anni. La tradizione storiografica attribuisce a lui e a san Sinicio la prima evangelizzazione del territorio abitato dai Remi nella seconda metà del terzo secolo. L'inizio del suo ministero episcopale viene ipoteticamente collocato attorno all'anno 260, sebbene alcune ricostruzioni storiche lo anticipino al 250 circa. San Sisto viene inoltre venerato come patrono da diverse comunità parrocchiali collocate nel territorio del dipartimento delle Ardenne, e la sua figura resta profondamente legata alle radici della fede cristiana nella regione.

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San Constancio de Aquino

Obispo

San Costanzo fu un insigne vescovo di Aquino vissuto nel sesto secolo, la cui memoria e le cui gesthe ci sono giunte principalmente attraverso gli scritti di papa San Gregorio Magno. Dotato di eminenti virtù spirituali e del dono della profezia, egli guidò la sua Chiesa in un'epoca complessa e segnata da profondi cambiamenti storici, lasciando un'impronta indelebile nella comunità cristiana locale di cui è patrono.

La sua figura è profondamente legata alla storia della sua diocesi, per la quale predisse le sorti future prima di concludere il suo cammino terreno durante il pontificato di papa Giovanni III. Nel corso dei secoli, il culto di San Costanzo si è conservato attraverso la tradizione manoscritta, la venerazione delle sue reliquie e la ricostruzione dei luoghi sacri a lui intitolati ad Aquino.

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Sant' Elpidio de Atella (S. Arpino)

Obispo

Sant' Elpidio de Atella visse durante il quarto secolo e guidò la comunità cristiana in qualità di vescovo. La sua figura è circondata da memorie liturgiche antiche e da una complessa tradizione che nel corso dei secoli ne ha tramandato la testimonianza attraverso diverse regioni d'Italia, in particolare in Campania e a Salerno. Il Martirologio Romano celebra la sua memoria il primo settembre, mentre altre fonti liturgiche fissano la sua festività in date differenti.

La storicità del vescovo Elpidio affonda le radici in documenti anteriori alle leggende medievali fiorite sul suo conto. La sua opera pastorale e la venerazione tributata alle sue reliquie testimoniano l'importanza del suo ministero episcopale ad Atella. La tradizione ne custodisce la memoria insieme ai familiari santi, unendo la devozione popolare alla ricerca storica che ha cercato di fare luce sulle vicende terrene di questo venerabile pastore della Chiesa antica.

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San Víctor de Le Mans

Obispo

San Vittore visse nel corso del quinto secolo e la sua figura si staglia nella storia della Chiesa gallicana attraverso una lunga esistenza operosa, svoltasi interamente nella regione di Le Mans, in Francia. Per molti santi dei primi secoli della Chiesa e dell'Alto Medioevo non si conoscono dettagli biografici antecedenti all'assunzione della loro carica principale, e le prime informazioni note su san Vittore iniziano proprio con la sua salita al seggio episcopale di Le Mans all'inizio del 450. Durante il suo lungo episcopato, la cui durata stimata di quaranta anni viene considerata eccessiva dagli studiosi moderni, il presule guidò la comunità cristiana con dedizione e autorevolezza, partecipando attivamente ai sinodi provinciali e fondando luoghi di culto e preghiera.

Il vescovo era già oggetto di grande venerazione da parte dei fedeli durante la sua vita terrena, grazie alla fama della sua santità e ai prodigi compiuti, tra cui la miracolosa estinzione di un vasto incendio che minacciava la città di Le Mans. Dopo la sua morte, avvenuta nel 490, il suo culto continuò a fiorire ed è ricordato ancora oggi con profonda devozione. Il Martirologio Romano commemora san Vittore nella data del primo settembre, menzionando anche la preziosa testimonianza lasciata da san Gregorio di Tours, mentre la tradizione locale della diocesi francese conserva la memoria del pastore attraverso due distinte festività annuali.

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San Terenziano

Mártir

San Terenziano visse nel secondo secolo e guidò come vescovo la comunità cristiana della città di Todi, in Umbria. Non esistono documenti storici che attestino con certezza le sue origini, ma si ipotizza che fosse di origine romana a causa del suo nome latino. La tradizione ricorda che una colonia romana composta da oltre seimila persone si insediò nella città, e che l'imperatore Augusto aveva precedentemente inviato diverse famiglie a colonizzare la regione della Tuscia. Terenziano seppe guidare i fedeli con dedizione, esortandoli all'amore e all'unità dello Spirito, fino a subire il martirio sotto l'impero di Adriano.

Nel Martirologio san Terenziano viene ricordato come vescovo di Todi in Umbria, e il suo sacrificio supremo avvenne il primo settembre. La sua testimonianza di fede e i prodigi legati alla sua passione segnarono profondamente la memoria della Chiesa locale. Ancora oggi, la sua figura rimane un punto di riferimento luminoso per la perseveranza nella fede cristiana, vissuta attraverso la carità e il coraggio di fronte alle persecuzioni dell'impero romano.

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Virgen de Montevergine

La devoción a la Virgen de Montevergine y la historia de su célebre santuario hunden sus raíces en los albores del siglo XII, gracias a la obra espiritual de San Guglielmo da Vercelli. Este insigne complejo monástico, situado en las imponentes cumbres de la cadena del Partenio, representa uno de los centros de fe mariana más venerados y concurridos de toda la Italia meridional.

A lo largo de los siglos, el santuario ha crecido no solo como destino de incesantes peregrinaciones populares, sino también como un bastión de la tradición monástica benedictina y verginiana. Entre reliquias sagradas, valiosas obras de arte medieval como la imponente iconografía de Pietro Cavallini y una historia entrelazada con soberanos y pontífices, la memoria de la Virgen de Montevergine y de su fundador sigue iluminando el camino espiritual de innumerables fieles.

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Santa Verena de Zurzach

Santa Verena è una delle figure di sante maggiormente venerate nell'ambito del territorio svizzero, vissuta nel corso del quarto secolo. Nata nell'Alto Egitto e battezzata, si è trasferita nel Basso Egitto per unirsi al seguito della Legione Tebea, di fede cristiana, giungendo poi in Italia e fermandosi a Milano. La sua esistenza terrena è indissolubilmente legata alla Svizzera, dove si è stabilita definitivamente a Zurzach fino al termine della sua vita terrena, dopo aver vissuto anche a Soletta e a Koblenz.

La santa è ricordata per aver concretizzato gli ideali cristiani mettendo in pratica le virtù e la carità verso il prossimo, dedicandosi in particolare al nutrimento dei bisognosi e all'assistenza dei lebbrosi. Il Martirologio la attesta come vergine, morta a Zurzach sul Reno nel territorio di Zurigo. Il suo sepolcro si è trasformato in un importante centro di culto e di pellegrinaggio per re, duchi e conti, testimoniando le prime fasi della diffusione del cristianesimo in Svizzera e lasciando un'eredità di devozione ancora oggi viva attraverso altari, cappelle e reliquie.

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San Lupo de Sens

Obispo

San Lupo visse nel corso del settimo secolo e svolse il proprio ministero episcopale come diciannovesimo presule della diocesi di Sens, distinguendosi per la dedizione alla fede e la cura dei fedeli. La sua figura è tramandata da antiche fonti liturgiche e agiografiche che attestano il suo impegno pastorale, i momenti di prova vissuti durante l'esilio e la forte devozione popolare fiorita attorno alla sua memoria.

Il culto tributato a san Lupo si diffuse ampiamente in diverse regioni, lasciando in eredità importanti fondazioni monastiche, chiese e memorie liturgiche fissate al primo settembre. La tradizione cristiana lo ricorda come protettore delle persone affette da epilessia e ne custodisce il luminoso esempio di fedeltà ai principi evangelici e alla guida spirituale del popolo cristiano.

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Sant' Arealdo de Brescia

Mártir

Sant'Arealdo de Brescia es recordado como mártir en el contexto de la historia antigua y las complejas tradiciones eclesiásticas del norte de Italia. Su figura se inserta en los relatos sobre las persecuciones y los traslados de reliquias que marcaron la devoción local a lo largo de los siglos. Su memoria litúrgica se conmemora cada primero de septiembre en las comunidades de Brescia y de Cremona.

La trayectoria de la devoción hacia Sant'Arealdo refleja la evolución de la hagiografía regional y el análisis crítico de las fuentes históricas. Aunque algunas crónicas antiguas y autores posteriores intentaron precisar los detalles de su vida y de sus restos mortales, la investigación moderna ha distinguido con rigor entre los hechos documentados y las leyendas tradicionales que se consolidaron en los siglos posteriores.

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Santa Colomba

Eremita

Nell'agiografia dei santi medievali si riscontra la particolarità di intere famiglie considerate sante, soprattutto se nobili e regnanti. Il fenomeno delle famiglie interamente sante è particolarmente evidente nei Paesi Anglosassoni, ma anche in Italia si sono verificati diversi casi di famiglie sante, tra cui i conti di Pagliara presso Castelli, in provincia di Teramo. I Pagliara detenevano il titolo comitale, forse ereditato dagli antichi conti dei Marsi, e dominavano la Valle Siliciana, un ampio territorio situato ai piedi del Gran Sasso d'Italia. Il membro più celebre di questa nobile casata del dodicesimo secolo è stato san Berardo, vescovo e patrono di Teramo. San Berardo fu monaco benedettino e sacerdote a Montecassino, per poi ritirarsi nel celebre monastero di San Giovanni in Venere, in Abruzzo, da cui fu infine chiamato a guidare la diocesi teramana. Tra i familiari di san Berardo si annoverano la sorella santa Colomba e i fratelli santi Nicola ed Egidio.

Di santa Colomba sappiamo che nacque nell'anno 1100 come giovane contessa della famiglia Pagliara. In giovanissima età ella scelse di ritirarsi a vita eremitica sulle pendici del Monte Infornace, sul Gran Sasso d'Italia, vivendo e morendo in una grotta a mezza costa sotto una rupe. La sua esistenza terrena si concluse nell'inverno del 1116, all'età di soli sedici anni. Non si conservano invece notizie storiche sui fratelli Nicola ed Egidio, i quali vengono unicamente citati brevemente, insieme a santa Colomba, dai Bollandisti, studiosi agiografici uniti dal gesuita belga Jean Bolland, vissuto tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo, per la redazione degli 'Acta Sanctorum'. La medesima citazione dei Bollandisti ricorda santa Colomba in data primo settembre.

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San Josué

Patriarca

San Giosuè, patriarca e figura centrale della Bibbia vissuta nel dodicesimo secolo avanti Cristo, è ricordato per essere stato il fedele discepolo e successore di Mosè nella guida del popolo ebraico. Figlio di Nun e appartenente alla tribù di Efraim, egli condusse gli israeliti attraverso il fiume Giordano verso la terra promessa, guidando la conquista di Canaan e l'insediamento delle dodici tribù.

Il santo è profondamente venerato nella tradizione cristiana ed ebraica come il comandante supremo che servì il Signore con dedizione, celebrato liturgicamente il primo settembre secondo il Martyrologium Romanum. La sua vita si intrecciò indissolubilmente con la storia della salvezza, culminando nel grande discorso d'addio a Sichem in cui rinnovò l'alleanza tra il popolo e Dio.

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Sant' Adiutor

Obispo

Sant'Adiutore visse nel corso del quinto secolo e la sua figura di vescovo rimane profondamente radicata nella tradizione cristiana della Campania. La sua memoria si intreccia con antiche testimonianze liturgiche e con un culto diffuso nei territori di Benevento, Capua, Caserta, Cava e Salerno, dove la sua opera di evangelizzazione ha lasciato un segno duraturo nel tempo.

Nel corso dei secoli la devozione popolare ha generato narrazioni leggendarie, tra cui il racconto della sua fuga dall'Africa durante le persecuzioni vandale, mentre la ricerca storica ha ricondotto le sue origini alle stesse terre campane. Oggi sant'Adiutore è ricordato con particolare solennità a Cava de' Tirreni, dove è venerato come primo vescovo e patrono della città e della diocesi.

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Beata Juliana de Collalto

La Beata Giuliana di Collalto nacque nel tredicesimo secolo, precisamente nell'anno 1186, in una località che oggi corrisponde a una frazione di Susegana, in provincia di Treviso. Venne al mondo da una famiglia nobile, essendo figlia del Conte Rambaldo VI e della Contessa Giovanna di Sant’Angelo di Mantova. Fin dalla giovinezza ricevette un'educazione solida basata sui principi cristiani, che orientò tutta la sua esistenza verso la ricerca della perfezione spirituale. All'età di soli dodici anni compì la scelta radicale di consacrarsi a Dio, indossando l'abito benedettino presso il monastero di Santa Margherita di Salarola, situato sui Colli Euganei. In questo luogo trascorse la prima fase della sua vita confessionale in modo esemplare, distinguendosi per la purezza dei costumi e per una profonda dedizione alla preghiera. Nel corso degli anni la sua fama di santità e le sue nobili origini la portarono a rivestire ruoli di grande responsabilità all'interno della Chiesa veneziana, dove fondò una nuova comunità di clausura e resse l'incarico di badessa con saggia dedizione.

La Beata Giuliana è ricordata per la sua straordinaria opera di fondazione e per la carità operosa con cui soccorse i poveri della città di Venezia, guadagnandosi l'ammirazione dei contemporanei e la memoria imperitura dei posteri. Nel corso della sua esistenza terrena fu insignita del ruolo di guida spirituale e seppe coniugare la rigorosa osservanza della Regola benedettina con un amore tangibile verso i bisognosi. La sua vita fu arricchita da prodigi compiuti mentre era ancora in vita e dalla profonda amicizia spirituale con la Beata Beatrice I d’Este, entrata nel monastero di Salarola nel 1220. Negli ultimi anni della sua vita terrena affrontò con pazienza le sofferenze legate a forti emicranie, un dolore che in seguito le valse il patrocinio e l'invocazione da parte di tutti coloro che soffrono del medesimo male. Spirata serenamente il primo settembre 1262 all'età di settantasei anni, lasciò un segno indelebile nella storia religiosa del Veneto. Il suo culto, caratterizzato da numerose traslazioni delle reliquie e dal ritrovamento miracoloso del corpo incorrotto, fu ufficialmente confermato da Papa Benedetto XIV nel 1753, consacrandone la memoria liturgica per la Chiesa universale.

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Beate María Carmen Moreno Benítez y María Amparo Carbonell Muñoz

Protomártires de las Hijas de María Auxiliadora

La Beata María Carmen Moreno Benítez y la Beata María Amparo Carbonell Muñoz son recordadas como las protomártires de las Hijas de Maria Auxiliadora. Todas las congregaciones religiosas han reservado desde siempre una veneración especial a sus primeros mártires, cuyo spargimiento de sangre es tradicionalmente assimilato a una solenne professione de fede per l'intero ordine di appartenenza. La Famiglia Salesiana considera suoi protomartiri il vescovo Saint Luigi Versiglia e il sacerdote Saint Callisto Caravario, mentre l'istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice è stato fondato da Saint Giovanni Bosco e da Saint Maria Domenica Mazzarello. Le Figlie di Maria Ausiliatrice venerano come prime martiri del loro ordine queste due consorelle morte durante la persecuzione religiosa della guerra civile spagnola negli anni trenta del ventesimo secolo. La vita delle due suore fu caratterizzata da grande semplicità, generosità e pronta risposta alla vocazione divina, culminando nel supremo sacrificio per amore di Cristo.

Le due Beate vissero la loro dedizione religiosa in contesti differenti prima di convergere nella medesima comunità a Barcellona, dove affrontarono il pericolo estremo senza abbandonare una consorella malata. Dopo la loro morte, la fama del martirio si diffuse immediatamente e condusse alla loro solenne beatificazione celebrata l'undici marzo del duemiluno da Papa Giovanni Paolo Secondo, insieme ad altri martiri della medesima persecuzione. La Chiesa le ricorda liturgicamente il primo settembre, celebrando il loro luminoso esempio di fedeltà e il loro supremo atto di amore spirituale conformato alla passione di Cristo loro Sposo, avendo ottenuto come ricompensa la pace eterna.

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Beata Isabella Cristina Mrad Campos

Virgen y mártir

La beata Isabel Cristina Mrad Campos è una figura luminosa del ventesimo secolo, ricordata per la sua testimonianza di fede vissuta nella quotidianità e sigillata dal martirio in difesa della propria dignità. Nata a Barbacena, in Brasile, il 29 luglio 1962, è cresciuta in una famiglia profondamente cristiana, distinguendosi fin dalla giovinezza per l'impegno caritativo e per il desiderio di consacrarsi alla cura dei più deboli attraverso gli studi in medicina. Trasferitasi a Juiz de Fora per frequentare l'università, ha nutrito la sua esistenza con la preghiera costante e la partecipazione quotidiana all'Eucaristia, coltivando una religiosità autentica e discreta che l'ha portata a scegliere la purezza e i valori evangelici fino alle estreme conseguenze.

Il primo settembre 1982, a soli vent'anni, la giovane ha affrontato la prova suprema subendo una brutale aggressione nel proprio appartamento, dove ha strenuamente resistito per difendere la sua castità, recitando il rosario durante la violenza. La Chiesa ha riconosciuto ufficialmente il suo sacrificio attraverso il decreto sul martirio firmato da Papa Francesco nel 2020. Oggi i suoi resti riposano nella chiesa di Nostra Signora della Pietà a Barbacena, meta di numerosi fedeli e giovani che si raccolgono in preghiera per affidarle le proprie richieste e invocare la sua intercessione come martire della purezza.

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San Vicente

Obispo y Mártir

En Dax, en Aquitania, en Francia, san Vicente, celebrado como obispo y mártir.

Beati Cristino (Miguel) Roca Huguet y once compañeros

Religiosos y mártires

En Madrid, España, beatos Cristino (Miguel) Roca Huguet, sacerdote, y once compañeros, mártires, que, pertenecientes todos a la Orden de San Juan de Dios, fueron asesinados en el curso de la guerra civil por odio a la religión.

Santi Egidio y Arcano de Sansepolcro

San Nivardo (Nivard, Nivo) de Reims

Obispo

Beata Juana Soderini de Florencia

Sierva de María

En Florencia, beata Juana, virgen de la Tercera Orden de los Siervos de María, insigne por la oración y la austeridad de vida.

San Prisco de Capua

Obispo

En Capua, en la vía Aquaria en Campania, san Prisco, mártir.

Beato Pedro Rivera Rivera

Sacerdote y mártir

En Barcelona, también en España, beatos mártires Pedro Rivera, sacerdote de la Orden de los Frailes Menores Conventuales, María Carmela Moreno Benítez y María del Refugio Carbonell Múñoz, vírgenes del Instituto de María Auxiliadora, las cuales en la misma persecución, conformadas a la pasión de Cristo Esposo, llegaron al premio de la paz eterna.

Beato Alfonso Sebastia Vinals

Sacerdote y mártir

En la ciudad de Paterna, en el territorio de Valencia, siempre en España, beato Alfonso Sebastiá Viñals, sacerdote y mártir, que, presidente de la escuela de formación social de Valencia, durante la misma persecución contra la fe recibió la corona de la gloria.

San Justino de París

Mártir mercedario

Beato Simón Ponce

Mercedario

Beato Luis Conciso

Mercedario

Sant' Augusto de Caserta

Protobispo

Beato Juan José Egea Rodríguez

Sacerdote y mártir

Beato Andrés Iniesta Egea

Sacerdote y mártir

Beato Antonio Lorca Muñoz

Sacerdote y mártir

Beato Pedro Meca Moreno

Sacerdote y mártir

Beato Agustín Navarro Iniesta

Sacerdote y mártir

Beato Francisco Manzano Cruz

Sacerdote y mártir

Beato José Peris Ramos

Sacerdote y mártir

San Sinicio de Reims

Obispo

Del Martirologio Romano

En el territorio de Nîmes en la Galia narbonense, ahora en Francia meridional, san Egidio, de quien luego tomó el nombre la ciudad florecida en la región de la Camarga, donde se transmite que él construyó un monasterio y puso fin al curso de su vida mortal. — Martirologio Romano