1 de septiembre
Sant' Elpidio de Atella (S. Arpino)
Obispo
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e le fonti storiche
Il Martirologio Romano celebra la memoria di Elpidio il primo settembre. Il testo del Martirologio Romano riassume una leggenda non antica su Elpidio. Secondo tale leggenda, Elpidio era uno dei dodici vescovi o preti africani persecutati. La leggenda colloca gli eventi durante la persecuzione vandalica del quinto secolo o quella ariana del quarto secolo. I chierici africani furono sottoposti a vari tormenti e caricati su una vecchia nave senza remi e senza vele affinché morissero in mare. La nave non affondò e fu spinta dalle correnti fino in Campania. Gli studiosi Ruinart e Tillemont avevano già ipotizzato che questa leggenda fosse priva di fondamento. L'inattendibilità della leggenda è stata ampiamente dimostrata dallo storico Lanzoni. La leggenda risale al dodicesimo secolo ed è ritenuta priva di qualsiasi valore storico. Tale racconto rielabora ed espande altri episodi simili, come la vicenda del vescovo di Cartagine Quodvultdeus giunto con i suoi chierici a Napoli tra il quattrocentotrentanove e il quattrocentoquaranta. Secondo Lanzoni, i dodici nomi menzionati nella leggenda corrispondono a vescovi o santi locali. Il nome di Elpidio compare in fonti storiche più antiche e rilevanti rispetto alla leggenda del dodicesimo secolo. La passio di san Canione, martire atellano, narra che il vescovo Elpidio fece erigere una basilica sulla tomba del martire. La passio riporta l'iscrizione dedicatoria della basilica con il nome del costruttore Elpidio.
Il ministero ad Atella e la tradizione agiografica
La Vita S. Elpidii celebra il santo il ventiquattro maggio. La Vita S. Elpidii indica che Elpidio era fratello di san Cione e zio di san Elpicio. La Vita S. Elpidii definisce Elpidio vescovo di Atella durante i pontificati di papa Siricio dal trecentoottantaquattro al trecentonovantanove e l'impero di Arcadio dal trecentonovantacinque al quattrocentootto. Gli storici considerano probabile la correttezza di questi dati cronologici su Elpidio. Gli Atti della traslazione di san Atanasio di Napoli attestano la presenza di una chiesa di Sant'Elpidio ad Atella nell'anno ottocentosettantadue. Un atto notarile dell'ottocentoventi dimostra che la zona circostante ad Atella era già denominata Sant'Elpidio, corrispondente all'odierna Sant'Arpino. Il Calendario marmoreo di Napoli commemora Elpidio il quindici gennaio con la dicitura ET s. EEPIDII EPIISCOPI. Lo studioso Delehaye ha sostenuto che la menzione del quindici gennaio si riferisse a un omonimo Elpidio celebrato nella stessa data dal Sinassario Costantinopolitano. Gli studiosi Lanzoni e Mallardo sostengono che la citazione del Calendario marmoreo riguardi il vescovo di Atella. L'Elpidio della tradizione bizantina non risulta essere stato un vescovo. La lista episcopale di Reggio Emilia menziona un Elpidio, definito vescovo di Atella. Secondo la cronaca di Reggio Emilia, Elpidio si sarebbe rifugiato lì dopo la distruzione della sua sede e sarebbe stato vescovo della città dal quattrocentoquarantotto al quattrocentocinquantatré. La medesima fonte sostiene che Elpidio fu sepolto a Salerno dopo la morte. Lanzoni definisce le informazioni contenute nella lista di Reggio Emilia come un insieme di gravi errori storici.
Le reliquie e la traslazione a Salerno
In seguito alla distruzione di Atella causata dall'invasione longobarda, alcuni cittadini trovarono rifugio a Salerno. I profughi portarono con sé a Salerno i corpi di Elpidio, Cione ed Elpicio. Le salme dei tre santi furono deposte sotto un altare della cattedrale antica di Salerno. Il clero salernitano festeggia liturgicamente i tre santi il ventiquattro maggio da diversi secoli. Nel millenovecentocinquantotto l'arcivescovo Demetrio Moscato ha promosso una ricognizione canonica delle reliquie conservate nella cripta del duomo di Salerno. La ricognizione riguardava le salme collocate sotto l'altare detto dei santi confessori. Durante i lavori del millenovecentocinquantotto sono state ritrovate le reliquie di Elpidio, Cione ed Elpicio. Un'iscrizione marmorea interna alla lastra di copertura attesta che l'arcivescovo Alfano primo aveva collocato le reliquie in quel luogo nel marzo millenottantuno. È stata predisposta una nuova sistemazione decorosa per i resti dei tre santi.
Il ministero episcopale
Sant'Elpidio esercitò il suo ufficio di vescovo di Atella nel corso del IV secolo, operando sotto il pontificato di papa Siricio. In un periodo in cui la Chiesa cercava di stabilizzare le proprie strutture e di onorare il sacrificio di coloro che avevano testimoniato Cristo con il dono della vita, egli si distinse per un atto di profonda devozione e cura liturgica. Il santo volle infatti edificare una basilica dedicata al martire atellano San Canione, erigendola proprio sul luogo della sua sepoltura. Questo gesto non fu soltanto un'opera architettonica, ma una chiara testimonianza di come il pastore debba sempre mantenere vivo, nel cuore dei fedeli, il ricordo di chi ha aperto la strada della fede. Il suo impegno pastorale fu dunque un ponte tra la testimonianza del passato e la necessità di una comunità vivace e radicata nella preghiera.
La traslazione delle reliquie
Dopo il tempo del suo ministero, la storia di Sant'Elpidio si intrecciò con le vicende travagliate del territorio, segnato dall'invasione longobarda. In quel periodo di incertezza, le sue reliquie furono trasferite a Salerno per essere preservate e onorate in un luogo sicuro. La devozione dei fedeli verso il vescovo di Atella trovò un segno tangibile nel 1081, quando i suoi resti mortali furono solennemente collocati sotto l'altare del duomo di Salerno. Questo atto sancì il legame duraturo tra la città e il santo, che da allora viene venerato come una presenza viva e interceditrice. Ancora oggi, la sua figura invita i credenti a riflettere sul significato del corpo come tempio dello Spirito e sull'importanza di custodire con riverenza il patrimonio spirituale ricevuto in dono dagli antichi padri.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant' Elpidio de Atella?
Il Martirologio Romano celebra Sant' Elpidio il primo settembre, mentre la Vita S. Elpidii e la tradizione di Salerno fissano la festività il ventiquattro maggio. Il Calendario marmoreo di Napoli ne attesta inoltre la memoria il quindici gennaio.