1 de septiembre
San Terenziano
Mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e il ministero episcopale
Non esistono documenti storici che attestino con certezza le origini di San Terenziano. Si ipotizza tuttavia che Terenziano fosse di origine romana a causa del suo nome latino. Questa ipotesi si inserisce nel contesto storico in cui l'imperatore Augusto inviò diverse famiglie a colonizzare la regione della Tuscia, corrispondente all'attuale Umbria. Una colonia romana composta da oltre seimila persone si insediò nella città di Todi. Si ritiene che Terenziano sia venuto a conoscenza della fede cristiana direttamente dalla predicazione del Vangelo di Gesù Cristo e dall'esempio degli Apostoli. A Todi la comunità cristiana crebbe sotto la protezione dell'autorità guidata da San Terenziano. Terenziano fu nominato vescovo della città di Todi. Nel compimento del suo ministero pastorale, Terenziano esortava i fedeli al comandamento dell'amore, insegnando l'unità dello Spirito pur nella diversità dei carismi. I pagani di Todi si accorsero dell'operato di Terenziano e iniziarono a sorvegliare la comunità cristiana, il cui stile di vita contrastava con il culto pagano.
L'arresto e il confronto con Leciano
Flacco, un sacerdote pagano del tempio di Giove, denunciò o fece denunciare il vescovo Terenziano all'imperatore Adriano. L'imperatore Adriano inviò a Todi il proconsole della Tuscia, di nome Leciano. Il trenta luglio, ottantacinque anni dopo la morte di Gesù Cristo e sotto l'impero di Adriano, il vescovo Terenziano venne arrestato. Terenziano fu condotto al cospetto del proconsole Leciano. Leciano interrogò l'anziano Terenziano chiedendogli di svelare i misteri del cristianesimo e di spiegare perché gli dei pagani e le loro sacerdotesse perdessero potere in sua presenza. Terenziano esortò Leciano ad abbandonare gli idoli, affermando che il demonio lo possedeva impedendogli di riconoscere il Salvatore risorto. Leciano ordinò di percuotere la bocca di Terenziano con una pietra e di spogliarlo. Leciano fece preparare dai sacerdoti pagani l'occorrente per un sacrificio davanti alle statue di Giove ed Ercole, ordinando a Terenziano di sacrificare. Terenziano rifiutò di sacrificare e pregò Dio di confondere i cultori degli idoli. A seguito della preghiera del Santo, il sacerdote pagano Flacco perse la vista, le statue pagane si frantumarono e le suppellettili sacrificali si dispersero.
Le torture e i prodigi
Leciano ordinò di distendere l'anziano vescovo sopra un aculeo, sfidandolo a mostrare arti magiche. Terenziano invocò la punizione di Cristo, Figlio del Dio vivente, sul proconsole. Leciano fece flagellare Terenziano. Durante la flagellazione, Terenziano continuò a pregare ringraziando Gesù per i suoi benefici. Leciano fece applicare carboni ardenti ai fianchi di Terenziano e lo derise chiedendogli dove fosse il suo Signore. Terenziano rispose che il Signore era al suo fianco e promosse la misericordia divina qualora il proconsole avesse creduto. Leciano ordinò l'amputazione della lingua di Terenziano e pretese che venisse calpestata davanti ai presenti. Subito dopo l'esecuzione della tortura, il proconsole Leciano divenne muto. Mentre cercava di ordinare a gesti la riconduzione di Terenziano in carcere, Leciano crollò a terra privo di vita.
La conversione di Flacco e il martirio
Il giorno seguente, il sacerdote pagano Flacco, rimasto cieco, venne a conoscenza degli avvenimenti e corse verso Terenziano mentre veniva condotto in piazza per il martirio. Flacco si prostrò ai piedi di Terenziano riferendo di aver avuto la visione di un uomo bellissimo che lo invitava a farsi curare dal vescovo. Terenziano si inginocchiò, impose le mani sugli occhi di Flacco e invocò l'illuminazione di Gesù Cristo. Flacco ricuperò istantaneamente la vista, professò la propria fede in Gesù Cristo e venne battezzato, unendosi al vescovo. Per ordine di Leonzio, rappresentante dell'Imperatore, Terenziano e Flacco furono decapitati il primo settembre fuori dalle mura cittadine, nei pressi del fiume Tevere. La notte successiva all'esecuzione, il presbitero Esuperanzio e una donna di nome Lorenza recuperarono i corpi dei martiri. I salmi e i corpi dei due santi vennero sepolti a otto miglia da Todi, in una località chiamata Colonia, nota anche come Petroso. Il luogo di sepoltura divenne meta di numerosi benefici divini.
La vita e il martirio
San Terenziano svolse il suo ministero episcopale a Todi durante il secondo secolo. In un tempo segnato da forti tensioni, egli fu chiamato a guidare il gregge dei fedeli con la saggezza propria dei pastori che non temono di donare la vita per la verità. La sua testimonianza attirò l'attenzione delle autorità civili, portandolo all'arresto per ordine del proconsole Leciano, sotto il regno dell'imperatore Adriano. Durante la prigionia, San Terenziano fu sottoposto a dure torture fisiche, che culminarono con la crudele amputazione della lingua, un tentativo estremo di ridurre al silenzio la sua voce profetica.
Nonostante le sofferenze, San Terenziano mantenne intatta la sua integrità interiore. Il suo percorso terreno giunse al compimento nell'anno centodiciotto, quando fu condotto presso il fiume Tevere per l'esecuzione capitale. Accanto a lui camminava Flacco, un uomo che, convertito dalla testimonianza del vescovo, scelse di condividere il medesimo destino di gloria. Entrambi furono decapitati in quel luogo, suggellando con il sangue il loro legame indissolubile con Cristo. Dopo il martirio, il corpo di San Terenziano fu amorevolmente composto e sepolto in località Petroso dal presbitero Esuperanzio e da Lorenza, che si presero cura delle sue spoglie mortali, permettendo così alla comunità cristiana di conservarne la memoria e di onorarne il ricordo attraverso i secoli.
Il culto e la memoria
La venerazione per San Terenziano è profondamente radicata nella città di Todi, dove egli esercitò il suo ufficio di vescovo. La memoria del suo sacrificio è celebrata con devozione, mantenendo vivo il legame tra la città e il suo protettore celeste. Il culto del santo si è diffuso in tutta la regione della Tuscia, dove la sua figura è invocata come esempio di perseveranza nelle prove.
La celebrazione liturgica, che ricorre ogni anno il primo giorno di settembre, è un momento di grazia per la comunità, chiamata a riflettere sulla forza della fede che supera ogni violenza. La tomba del martire, situata in località Petroso, ha rappresentato per lungo tempo un punto di riferimento per i pellegrini, testimoniando quanto la Chiesa abbia sempre custodito con cura il ricordo di coloro che hanno donato la propria esistenza per amore del Signore.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Terenziano?
La festa di San Terenziano si celebra il primo settembre, giorno in cui subì il martirio.
En Todi, en Umbría, san Terenciano, obispo. — Martirologio Romano