16 de abril
Santa Engracia
Virgen y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le persecuzioni e i martiri di Saragozza
Il Martyrologium Romanum riporta in data 16 aprile tre distinte commemorazioni di santi martiri a Saragozza, che subirono la persecuzione indetta dall'imperatore Diocleziano. Il primo gruppo è composto da Ottato e diciassette compagni, i cui nomi sono Luperco, Successo, Marziale, Urbano, Giulia, Quintiliano, Publio, Frontone, Felice, Ceciliano, Evodio, Primitivo, Apodemio e quattro di nome Saturnino. Il secondo gruppo è costituito dalla vergine Engrazia, mentre il terzo comprende Caio e Crescenzio. Per la vastità di questa testimonianza di fede, l'insieme dei gruppi viene talvolta definito con l'appellativo di Innumerevoli Martiri di Saragozza.
La testimonianza del poeta Prudenzio
Il poeta Prudenzio, originario di Saragozza e vissuto circa tra il 348 e il 410, scrisse un inno dedicato ai martiri suoi concittadini in cui elenca tutti i loro nomi, sebbene non specifichi le modalità della loro uccisione. L'inno tratta anche di Santa Encratis o Engrazia, vergine, descrivendo dettagliatamente le orribili torture che ella patì durante la persecuzione. Lo stesso Prudenzio definisce Engrazia giovane veemente per come difese la propria fede, annotando che ella sopravvisse alle torture. Per tale ragione, il poeta definisce la casa di Engrazia santuario di una martire vivente. Engrazia visse infatti fino a quando il suo corpo piagato non si arrese, recando per qualche tempo ancora sulle sue membra i segni delle ferite dei supplizi.
Considerazioni storiche e diffusione del culto
Agli storici pare probabile che Engrazia abbia subito la persecuzione in un tempo successivo rispetto a Ottato, e ritengono altresì probabile che ella sia vissuta in un'epoca più vicina a quella di Prudenzio. Il nome di Engrazia è senza dubbio il più famoso del gruppo ed è riportato in varie forme nelle fonti. Il suo culto si diffuse in tutta la Spagna e sui Pirenei, mentre Sant'Ottato ed i suoi compagni furono venerati in special modo nella chiesa dedicata proprio a Engrazia.
Il sinodo di Saragozza e le tradizioni liturgiche
Nel 592 si tenne il sinodo di Saragozza, in occasione del quale fu riconsacrato il santuario dedicato alla memoria dei santi martiri. La nuova consacrazione del santuario fu celebrata il 3 novembre, data in cui per un certo periodo la festa dei santi fu celebrata. Durante il medesimo sinodo del 592 fu inoltre redatta una Messa propria, nota come Messa di Santa Engrazia o dei diciotto martiri. Il nuovo Martirologio cattolico indica oggi la data del 16 aprile come più consona per la festa, commemorando a Saragozza santa Engrazia come vergine e martire.
Su testimonio de fe
La historia de Santa Engracia se encuentra indisolublemente ligada al periodo de persecución contra los cristianos bajo el imperio de Diocleciano en el siglo cuarto. En aquel tiempo de prueba y tribulación, la joven virgen fue llamada a dar testimonio público de su fe en la ciudad de Zaragoza. Con una entereza que sobrepasó cualquier flaqueza humana, ella enfrentó las persecuciones con la mirada puesta en la esperanza eterna.
El proceso de su martirio estuvo marcado por el sufrimiento físico, pues Santa Engracia fue sometida a crueles torturas que pusieron a prueba su resistencia. A pesar del dolor infligido, su espíritu se mantuvo firme hasta el final, falleciendo a causa de las graves heridas recibidas por su convicción. Este acto heroico no pasó desapercibido para sus contemporáneos, quienes vieron en su entrega una manifestación clara del poder de Dios en la debilidad de sus hijos. El poeta Prudencio, tiempo después, inmortalizó este sacrificio al redactar un himno dedicado a los mártires de Zaragoza, asegurando que el recuerdo de Santa Engracia perdurara a través de las generaciones, sirviendo como modelo de entrega total y amor incondicional a la verdad del Evangelio.
Memoria y devoción
La veneración a Santa Engracia ha sido una constante en la tradición cristiana, consolidándose a través de los siglos como un signo de unidad y fe. Un hito significativo en la preservación de su memoria fue la riconsagración del santuario dedicado a los mártires de Zaragoza, acontecida en el año quinientos noventa y dos. Este evento reafirmó el lugar central que ocupaba su sacrificio en la vida de la comunidad local, asegurando que el sitio donde descansaban sus restos fuera un espacio de oración y recogimiento para los fieles.
Aunque la fecha de su conmemoración ha variado a lo largo del tiempo, siendo celebrada anteriormente el día tres de noviembre, hoy la Iglesia fija su recuerdo el dieciséis de abril. Este cambio litúrgico no ha disminuido la importancia de su figura, sino que ha permitido a los fieles centrar su atención en la luz que su martirio aporta a la vida cotidiana. Recordar a Santa Engracia es reconocer la victoria de la fe sobre el miedo y la vida sobre la muerte, manteniendo vivo el legado de una mujer que prefirió la entrega total a la renuncia de sus principios.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Santa Engrazia?
La festa di Santa Engrazia si celebra il 16 aprile, data indicata dal nuovo Martirologio cattolico, sebbene in passato la ricorrenza sia stata celebrata anche il 3 novembre.
También en Zaragoza, conmemoración de santa Engracia, virgen y mártir, que, cruelmente torturada, sobrevivió a todo suplicio, llevando por algún tiempo aún sobre sus miembros las señales de aquellas heridas. — Martirologio Romano