Sant'Adalberto visse nell'ottavo secolo e spese la sua esistenza al servizio del Vangelo come diacono e abate, legando la sua memoria storica e spirituale alle terre della Frisia e dell'Olanda. Le notizie storiche sulla sua figura provengono da fonti assai tardive e poco attendibili, tra cui la Vita composta per ordine di Egberto, vescovo di Treviri tra il 977 e il 993, e scritta dal monaco Ruoperto di Mettlach. Nel corso dei secoli sono state avanzate diverse ipotesi sulla sua identità, come quella che lo vorrebbe di origini reali, oppure l'ipotesi di identificarlo con Adalberto di Echternach, morto nel 739 e successore di san Willibrordo nel governo di quell'abbazia, o ancora l'ipotesi di identificarlo con san Ethelberto, re del Kent. Tali identificazioni sono tuttavia considerate soltanto ipotesi gratuite dagli studiosi.
È invece probabile che Adalberto si debba identificare con l'omonimo abate che sottoscrisse un diploma di Pipino a san Willibrordo nel 714 insieme ad altri abati, e sembra certo che sia stato diacono, definito dalla tradizione levita Christi. Il santo si trasferì dall'Inghilterra, sua patria, in Olanda, al seguito di san Willibrordo, del quale fu discepolo e zelante collaboratore nella evangelizzazione dei Frisoni. Inoltre, fondò una chiesa ad Egmond, presso Alkmaar, nell'Olanda del nord. La vita benedettina a Egmond è stata recentemente restaurata dalla congregazione di Francia o di Solesmes, la quale ha fondato nel luogo un priorato dedicato proprio ad Adalberto. Nel Martirologio il santo è ricordato a Egmond in Frisia, nell'odierna Olanda, come sant'Adalberto, diacono e abate, che aiutò san Villibrordo nell'evangelizzazione, con date generali di riferimento collocate nel secolo ottavo.