28 de enero
Beata Gentile Giusti
Madre
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e la maestra spirituale
Le notizie storiche sulla beata Gentile Giusti e sulla sua maestra spirituale Margherita Molli furono stampate nel 1535 all'interno di un'opera intitolata Vita di due Beatissime Donne, Margarita et Gentile. Questa pubblicazione fu compilata da padre Serafino Acuti de' Porti da Fermo, un Canonico Regolare Lateranense appartenente all'ordine degli Agostiniani, vissuto tra il 1496 e il 1540. L'autore ecclesiastico ricevette in parte le informazioni relative a Margherita Molli direttamente dalla stessa Gentile Giusti, mentre i particolari sulla vita di Gentile gli furono riferiti dal sacerdote Girolamo Maluselli. Dell'edizione a stampa del quindicesimo secolo non esiste alcun esemplare originale, ma gli studiosi possono consultare una copia manoscritta conservata con cura nell'archivio arcipretale di Sant'Apollinare in Russi, in provincia di Ravenna. Tutti i successivi studi agiografici si basano inevitabilmente su questa iniziale e preziosa fonte editoriale.
Gentile Giusti nacque a Ravenna nel 1471. Il padre della futura beata era Tommaso Giusti, originario di Verona, mentre la madre rispondeva al nome di Domenica Orioli, nativa della località di Russi. Negli anni della fanciullezza, la giovane Gentile frequentò assiduamente la casa di una sua parente e probabile cugina, la beata Margherita Molli. Quest'ultima, vissuta tra il 1442 e il 1505, era originaria di Russi e conduceva la propria esistenza come laica penitente, mistica e cieca. Margherita si ispira a un modello di vita segnato da aspre penitenze che la rendevano malandata nel corpo, ma ricca di virtù soprannaturali. Rinunciando a tutti i suoi beni materiali per donarli interamente ai poveri, Margherita viveva dell'elemosina altrui, dedicandosi incessantemente alla preghiera e all'insegnamento del catechismo alle fanciulle. Possedendo il dono della profezia, veniva costantemente consultata da persone bisognose di orientamento e richiamava i peccatori alla conversione con il proprio luminoso esempio. Le preghiere di Margherita erano in modo particolare orientate verso l'unità dei cristiani, e alla sua iniziativa si deve la fondazione della Confraternita del Buon Gesù. Gentile Giusti rimase profondamente ammirata dalle straordinarie virtù e dalla fede incrollabile di Margherita Molli, diventandone ben presto la discepola prediletta. Le due cugine condivisero profondamente ideali e progetti di vita cristiana, sostenendosi a vicenda in un cammino di santità.
Il matrimonio e le prove della vita
Verso l'anno 1496, Gentile contrasse matrimonio con un sarto veneziano di nome Giacomo, soprannominato Pianella. Giacomo era figlio di un orafo veronese e veniva considerato un buon partito grazie alla sua professione e alla clientela di cui disponeva. Il matrimonio fu celebrato nella seconda metà del secolo per convenienza dai genitori, spesso all'insaputa dei figli stessi. Dall'unione coniugale nacquero due figli. Purtroppo uno dei bambini morì in tenera età, giovanissimo, lasciando un grande dolore nel cuore della madre. L'altro figlio, di nome Leone, fu amorevolmente educato da Gentile affinché non seguisse l'esempio paterno; Leone crebbe, decise di cambiare vita e divenne sacerdote, spegnendosi tuttavia nel 1528, appena due anni prima della madre.
La vita coniugale di Gentile non fu felice, poiché il matrimonio si rivelò difficile a causa dei continui maltrattamenti e delle derisioni inflitte da un marito irascibile, vizioso, grossolano, insensibile e per nulla religioso. La missione specifica di Gentile in quegli anni difficili sembrava essere quella di rendere migliori gli uomini che incontrava, specializzandosi costantemente nella pazienza, nella sopportazione e nella fedeltà. Giacomo, esasperato dalla dedizione della moglie alla preghiera, arrivò persino a denunziarla pubblicamente come strega. Il Vicario del vescovo si recò tempestivamente presso la loro abitazione insieme a Giacomo e, dopo un colloquio approfondito con Gentile, constatò l'assoluta infondatezza delle accuse, riconoscendo la limpidezza, la correttezza e la religiosità della donna. In seguito a tale accertamento ufficiale, Giacomo fece le valigie per la vergogna e, mosso dalla disperazione e dall'orgoglio ferito, abbandonò Gentile e la casa coniugale, trasferendosi nella città di Padova. Tale doloroso abbandono avvenne in un periodo storico segnato dalla carestia e in una condizione di grande povertà per Gentile e per i figli rimasti a suo carico.
Nonostante la durezza della situazione, la Provvidenza divina assistette prodigiosamente Gentile, non facendole mai mancare il necessario sostentamento quotidiano. La donna continuò a pregare incessantemente per la conversione del coniuge lontano, senza mai cessare di amarne la salvezza eterna. Dopo molti anni di lontananza, Giacomo fece ritorno a casa. Egli trovò una moglie che gli era rimasta fedele nonostante tutto, la quale aveva allevato i figli e continuato a pregare incessantemente per il suo ritorno. Constatata l'assistenza divina che aveva custodito Gentile e toccato dall'esempio della moglie, Giacomo si pentì sinceramente del suo passato comportamento e cambiò radicalmente opinione su di lei. Avvenne così il miracolo della ritrovata unità familiare grazie al cambiamento radicale dello stile di vita di Giacomo, che riconciliò i coniugi prima della morte dell'uomo, avvenuta nel 1511, poco tempo dopo la riconciliazione.
L'apostolato e le opere di carità
Rimasta vedova, Gentile continuò a offrire il suo generoso esempio di donna interamente dedita agli altri, intensificando le sue attività caritative. Si dedicò con abnegazione alla cura degli infermi e alla pacificazione di famiglie lacerate da contrasti interni. In modo particolare, Gentile aiutò coraggiosamente gli ammalati durante la grave epidemia di peste che colpì la città di Ravenna. Come già accadeva per la sua maestra Margherita Molli, anche Gentile veniva continuamente consultata da persone bisognose di consiglio spirituale o desiderose di ricevere liberazione dai propri affanni interiori e materiali.
Tra le conversioni operate grazie ai suoi ammaestramenti spicca quella del sacerdote Girolamo Maluselli. Quest'ultimo conduceva una vita lontana da Dio, era un uomo miscredente e violento, e non si accostava al sacramento della confessione da ben quattro anni. Venuto a conoscenza della fama di santità della beata, decise di andarla a trovare. Dopo aver ascoltato con attenzione gli ammaestramenti di Gentile e essendosi confidato apertamente con lei, Girolamo Maluselli decise di confessarsi, ritrovò la speranza cristiana, lasciò gli affetti terreni disordinati e scelse di abbracciare la vita sacerdotale. Insieme a questo condiscepolo convertito, Gentile coadiuvò attivamente la trasformazione della Confraternita del Buon Gesù, originariamente fondata da Margherita Molli, nella nuova Congregazione dei Preti del Buon Gesù. Tale trasformazione fu portata a compimento con il contributo di Girolamo Maluselli, e la Congregazione ottenne l'approvazione ufficiale da parte di papa Paolo III nel 1538, svolgendo in seguito un'intensa attività pastorale e caritative a Ravenna e in tutta la Romagna, prima di essere soppressa da papa Innocenzo X nel 1651.
Gentile Giusti fu adornata da Dio con il dono della profezia e con la facoltà di operare guarigioni prodigiose a favore dei sofferenti. Dopo una vita spesa nell'amore di Dio e del prossimo, Gentile morì santamente a Ravenna il 28 gennaio 1530. La sua maestra spirituale, Margherita Molli, l'aveva preceduta nell'eternità il 23 gennaio 1505. Successivamente alla scomparsa di Gentile, nel 1537 papa Paolo III autorizzò un apposito processo canonico sui miracoli attribuiti all'intercessione della beata Gentile e di Margherita Molli.
Il culto e le reliquie
Il culto tributato alla beata Gentile Giusti e alla beata Margherita Molli nacque spontaneamente nel cuore del popolo, che ne riconobbe la santità e la vicinanza a Dio. Le due cugine e compagne di fede riposano oggi insieme in un'unica urna, circondate da una vivissima devozione da parte dei fedeli. Nel corso dei secoli, le reliquie di Gentile subirono alcune traslazioni: nel 1659 furono originariamente unite a quelle di Margherita Molli nella chiesa del Buon Gesù di Ravenna. Dopo ulteriori trasferimenti resisi necessari nel tempo, le sacre reliquie delle due beate riposano definitivamente insieme nella Chiesa Arcipretale di Sant'Apollinare nella località di Russi.
Il paese di Russi e l'intera zona pastorale di Ravenna riservano ogni anno l'ultima domenica di gennaio per festeggiare liturgicamente e insieme le due cugine, ricordandone l'esemplare testimonianza evangelica. La celebrazione liturgica delle due beate si tiene dunque con solennità nell'ultima domenica del primo mese dell'anno, momento in cui le comunità cristiane locali rinnovano la memoria grata del loro luminoso passaggio sulla terra.
Il cammino di una vita
Nata a Ravenna nel millequattrocentosettantuno, la Beata Gentile Giusti ha incarnato la vocazione alla santità nella quotidianità del laicato. La sua giovinezza e la sua maturità sono state segnate dall'incontro fondamentale con la mistica Margherita Molli, che divenne la sua guida spirituale. Il matrimonio con Giacomo Pianella non fu per lei un approdo sereno, ma una croce pesante, fatta di maltrattamenti e di ingiuste accuse di stregoneria che avrebbero potuto spezzare anche lo spirito più saldo. Tuttavia, Gentile seppe trasformare l'umiliazione in preghiera, esercitando una pazienza che affonda le radici nella carità evangelica.
Rimasta vedova, la sua vita cambiò radicalmente direzione, trasformandosi in una missione vissuta tra le strade e le case di Ravenna e Russi. Con il cuore aperto alle necessità del prossimo, si dedicò con instancabile dedizione all'assistenza degli infermi, sfidando il pericolo durante le epidemie di peste che flagellarono la regione. La sua testimonianza non rimase isolata, poiché la Beata Gentile divenne un punto di riferimento per la comunità, offrendo orientamento a chi cercava un cammino di conversione, come nel caso di Girolamo Maluselli. Il suo spirito organizzativo e la sua dedizione trovarono espressione anche nella collaborazione per la trasformazione della Confraternita del Buon Gesù, istituzione che beneficiò immensamente della sua capacità di discernimento. La sua vita si concluse a Ravenna nel millecinquecentotrenta, lasciando un'eredità di fede concreta e di amore verso i sofferenti che ancora oggi interroga la nostra coscienza.
Il culto e la memoria
Il riconoscimento ufficiale della santità della Beata Gentile Giusti giunse rapidamente, appena sette anni dopo la sua scomparsa, quando nel millecinquecento trentasette papa Paolo Terzo autorizzò il processo canonico per esaminare i numerosi miracoli attribuiti alla sua intercessione. Questo atto sancì ufficialmente la devozione che il popolo ravennate già nutriva nei suoi confronti, riconoscendo in lei una testimone autentica del Vangelo.
La memoria della Beata Gentile è strettamente legata a quella della sua maestra spirituale, Margherita Molli. Per sottolineare questo legame indissolubile, la Chiesa celebra la loro festa in maniera congiunta durante l'ultima domenica di gennaio, richiamando i fedeli a riflettere sulla bellezza dell'accompagnamento spirituale tra i laici. La ricorrenza specifica della sua memoria cade il ventotto gennaio, data in cui la comunità cristiana si unisce nel ricordo di una donna che, pur tra le asprezze del mondo, seppe riflettere la luce di Cristo attraverso le opere di misericordia.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata Gentile Giusti?
La celebrazione liturgica della beata Gentile Giusti si tiene tradizionalmente nell'ultima domenica di gennaio.