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28 de enero

Beato Julián Maunoir

Sacerdote jesuita

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e formazione

Il Beato Giuliano Maunoir nacque il primo ottobre 1606 a Saint-George de Reintembault, in Francia, inserendosi in una famiglia umile come quinto di sette figli di un modesto commerciante di tessuti. I suoi primi maestri furono proprio i genitori, i quali erano soliti dividere volentieri con i poveri i proventi del loro lavoro. Fin dalla prima infanzia, il piccolo Giuliano manifestò una spiccata inclinazione alla pietà, tanto che il suo gioco preferito consisteva nel riunire i compagni, schierarli a due a due in ordine processionale e far ripetere loro le preghiere e i canti imparati in chiesa. Notando queste attitudini non comuni rispetto ai coetanei, il sacerdote della parrocchia gli insegnò i primi rudimenti del latino e gli permise di frequentare a Rennes il collegio dei Gesuiti tra il 1620 ed il 1625. Durante gli anni della scuola, Giuliano seppe mantenersi saldo nella virtù, non lasciandosi influenzare dalle cattive compagnie e persuadendo anzi alcuni compagni della congregazione mariana a bruciare i libri perversi, a non frequentare le osterie e a moderare la passione del gioco. Ascoltando i racconti delle imprese missionarie dei Gesuiti in Cina, in Giappone e in America, e pensando a quante anime si perdevano per mancanza di apostoli, meditò di intraprendere la vita religiosa. Sin dal tempo della vita collegiale si era proposto di vivere come se non ci fosse che Dio, presupponendo sempre il suo soccorso, e decise di essere sempre attento a ciò che Dio voleva da lui e a quello che Egli poteva volere da un gesuita, iniziando anche a castigare in vario modo la sua carne per amore di Dio.

Il cammino spirituale e gli studi

Dopo aver pronunciato la professione religiosa nella Compagnia di Gesù, Giuliano Maunoir studiò filosofia per tre anni a La Flèche, sino al 1630, avendo come compagno di studi Sant'Isacco Jogues, che in seguito sarebbe diventato martire nell'America del Nord. Egli si preparava ai ritiri coltivando la purezza e l'umiltà, e proprio durante uno di essi annotò nel suo Diario di aver sentito con purissima gioia come se due angeli gli avessero cavato il cuore fuori dal petto e l'avessero spremuto. Il quindici luglio 1628 si sentì consumare per l'intera giornata dal fuoco del divino amore e violentemente spinto a soffrire per Iddio, meditando sui due stendardi di Cristo Re e di Satana e annotando di patire per avere così pochi sacrifici da fare per il Signore. La sua vocazione alla salvezza delle anime gli divenne ancora più cara quando una voce interiore gli ripeté quattro o cinque volte, con tono di ammirazione, che se avesse saputo quanto è grande il cooperare con Gesù alla conversione degli uomini, egli comprese pienamente l'immensità di tale missione. Spinto da questo ardore, per glorificare il suo Dio avrebbe voluto subire tutti i tormenti dell'inferno, eccetto la privazione del suo amore, e bramava persino il fuoco del purgatorio perché fa soffrire molto ma non impedisce di amare Dio. I superiori ammirarono la sua condotta sempre uguale, l'amabile attività senza fretta, la gaiezza tranquilla, l'obbedienza perfetta, la carità affabile, l'applicazione costante sia al lavoro intellettuale che alla pietà, il raccoglimento senza contrasti e il grande dominio di sé stesso, riconoscendo in lui un giovane ormai giunto all'unione mistica con il Signore.

La chiamata per la Bretagna e il dono della lingua

Al termine del triennio di filosofia, Giuliano fu destinato come professore nel collegio di Quimper, sebbene non avesse rinunciato alla speranza di portare un giorno la fede ai pagani. Un confratello lo esortò ad apprendere la lingua bretone, ma padre Maunoir rispose che la sua missione era la sua scuola e che le lingue da apprendere erano il latino e il greco, aggiungendo che se avesse studiato un'altra lingua sarebbe stata quella del Canada, dove credeva che Dio lo chiamasse. Poiché gli fu nuovamente proposta la missione in Bretagna, egli si trovava impossibilitato a causa della mancata conoscenza dell'idioma locale, ma durante un pellegrinaggio a un santuario mariano ebbe una visione interiore dei vescovadi di Quimper, St-Brieuc, Leon e Trétone. Giunto dinanzi al quadro della Madonna, le chiese con fede di insegnargli il bretone per guadagnarle dei servitori; tornato al collegio, i confratelli rimasero perplessi circa il suo progetto, ma nel 1631 il provinciale gli concesse il permesso di studiare. Dopo soli due giorni di studio, Maria Santissima gli concesse miracolosamente il dono della lingua, permettendogli di iniziare subito la sua opera di catechizzazione e predicazione nelle campagne bretoni. Nel frattempo, il venerabile Michele Le Nobletz, celebre missionario vissuto tra il 1577 e il 1652, aveva appreso misteriosamente della nascita di Giuliano e del fatto che in lui Dio gli aveva preparato un aiuto ed un successore. Successivamente, dopo aver ricevuto gli ordini minori, Giuliano iniziò a recarsi tutte le domeniche nei paesi vicini per catechizzare il popolo, ma a causa del suo grande ardore nel 1632 si ammalò, venendo temporaneamente trasferito a Tours dai superiori per recuperare le forze. A Tours si dedicò generosamente a catechizzare i malati dell'ospedale, i poveri dei quartieri più abbandonati e i carcerati, per poi prepararsi all'ordinazione presbiterale nel collegio di Bourges, ricevendo da Dio il dono della continua unione intima con Lui mediante la preghiera.

Il sacerdozio e l'incontro con Le Nobletz

Durante il ritiro del secondo anno di teologia, Giuliano fu compagno di San Gabriele Lallemant, il quale sarebbe stato martirizzato in Canada nel 1646, e annotò parole interiori udite da Nostro Signore sulla sua fatica, pianto, sofferenza e morte per le anime, parole che lo commossero profondamente e accresciuto il suo ardore al punto da desiderare di morire con tutto il cuore per salvare anche una sola anima. Durante il terzo anno di teologia, un suo braccio si gonfiò oltre misura riducendolo brevemente in fin di vita, ed egli, prima di ricevere il viatico, fece voto di spendere tutte le sue forze al servizio della popolazione bretone se fosse tornato in salute. La risposta del Cielo fu affermativa, egli guarì e appena ristabilito tornò a predicare e ad insegnare il catechismo, diventando sacerdote nel 1637 e venendo destinato come professore al collegio di Nevers. Le sue richieste furono ben presto accolte e poté fare ritorno a Quimper dopo sette anni di assenza, trovando anche la morte del vescovo che in passato aveva osteggiato la sua opera. In quel periodo Le Nobletz lo invitò presso di lui nella solitudine di Conquet, dove Giuliano fece la sua confessione generale; in quell'occasione Le Nobletz convocò i fedeli in chiesa, presentò Maunoir come suo successore e gli fece dono della sua campana e dei suoi quadri simbolici, usati per spiegare i principali misteri della fede agli analfabeti. A Quimper molti sacerdoti, dopo qualche esitazione, rimasero attratti dall'idea del Maunoir e si proposero di predicare e confessare in tutta la diocesi seguendo il suo esempio, mentre il governatore di Quimper e il Cardinale Richelieu aiutarono ad arginare la carenza di mezzi materiali per le loro attività.

L'apostolato tra le genti e i canti bretoni

Giuliano Maunoir iniziò il suo vasto apostolato nel porto di Douarnenez mettendo in canto armonico la parafrasi delle più importanti preghiere e verità della religione, e prima di lasciare la località guarì una paralitica toccandole la fronte con un oggetto benedetto da Le Nobletz. Il missionario raggiunse ben presto una grande fama di santità, spingendosi a evangelizzare anche le isole di Quessant, Molenes e Sein, dove trascinò migliaia di proseliti compiendo prodigi con il grano e l'olio benedetti. Nonostante i grandi successi, alcuni invidiosi cercarono invano di farlo richiamare al collegio dei gesuiti tramite calunnie, ma la testimonianza diretta degli isolani smentì ogni accusa. Allo stesso modo, i canti composti da Giuliano furono inizialmente incriminati e interdetti da persone che ignoravano il bretone, ma i cresimandi provenienti dalle isole catechizzate fecero accertare l'ortodossia dei testi, consentendo così nel 1642 la prima stampa dei canti di Maunoir. I componimenti stampati ebbero un successo straordinario e contribuirono in modo determinante alla riuscita delle processioni e delle sacre rappresentazioni evangeliche. Dopo aver predicato nelle isole, Maunoir percorse l'intera Bassa Bretagna a piedi e a cavallo, affrontando molteplici pericoli e fatiche, tanto che in meno di dieci anni riuscì a catechizzare e confessare circa mezzo milione di persone. A differenza di Le Nobletz, che aveva quasi sempre lavorato da solo per necessità, Maunoir suscitò molte vocazioni al sacerdozio, creandosi validi aiuti per le sue fatiche apostoliche e facendosi amare da tutti per le sue virtù di umiltà, saggezza, edificazione, mortificazione, povertà, semplicità e prontezza nel soccorrere il prossimo e servire i nemici, rimanendo sempre fermo nell'esecuzione dei suoi disegni e pieno di confidenza nel braccio onnipotente. Ogni tanto tornava a riposarsi tra i confratelli, prolungando l'efficacia della sua parola con scritti ascetici e biografici, e nel 1671 decise con successo di unire l'opera dei ritiri a quella delle missioni.

Il pio transito e la glorificazione

Nel corso dei suoi ultimi anni, pur avendo affrontato diversi periodi di malattia, Giuliano ricevette una rivelazione che la sua ultima ora stava per giungere, e mentre ritornava a Quimper dovette fermarsi a Plévin, prostrato dalla febbre e da un violento male al fianco. Si preparò alla morte dicendo che Gesù era la sua vita e che costituiva un guadagno per lui il morire; un nobile locale avrebbe voluto farlo trasportare nel suo castello per una migliore assistenza medica, ma Giuliano preferì rifiutare per concludere la sua esistenza terrena il più similmente possibile ai poveri. Raccomandò ai sacerdoti raccolti al suo capezzale di formulare o rinnovare il proposito di lavorare nelle missioni fino all'ultimo respiro, considerando tale ministero la funzione più santa e più utile, e dopo aver ricevuto gli ultimi sacramenti spirò il ventotto gennaio 1683. La sera stessa della sua morte l'orizzonte a levante si infuocò misteriosamente, mentre il vescovo di Quimper avrebbe voluto seppellire le sue spoglie nella cattedrale, ma gli abitanti di Plévin si opposero fermamente. Pochi giorni dopo la sepoltura, sulla sua tomba un fanciullo paralitico guarì improvvisamente davanti ai fedeli nella chiesa. Il percorso verso gli altari culminò il quattro marzo 1951 con la promulgazione di un decreto pontificio da parte di papa Pio XII, il quale lo elevò agli altari e lo proclamò protettore della Bretagna il venti maggio 1951, consacrandone la memoria nel martirologio cattolico nel villaggio bretone di Plévin.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Julián Maunoir?

La ricorrenza del Beato Julián Maunoir si celebra il 28 gennaio.

Di cosa è patrono il Beato Julián Maunoir?

Il Beato Julián Maunoir è protettore della Bretagna.

En el pueblo de Plévin en Bretaña en Francia, beato Julián Maunoir, sacerdote de la Compañía de Jesús, que tanto en pueblos y aldeas como en las ciudades de esta provincia durante cuarenta y dos años se dedicó enteramente a las misiones al pueblo. — Martirologio Romano