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28 de enero

San Carlomagno

Emperador

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le origini e l'ascesa al regno

Carlomagno nacque nel 742 come primogenito di Pipino il Breve. Alla morte del padre, avvenuta il 24 settembre 768, Carlomagno succedette come sovrano di una parte del regno dei Franchi. Divenne unico re dei Franchi alla morte del fratello Carlomanno, avvenuta nel 771. Successivamente, Carlomagno fu chiamato in aiuto dal papa Adriano I. Scese in Italia contro Desiderio, re dei Longobardi, nell'aprile 774. In cambio della promessa di donare territori italiani al papa, Carlomagno ricevette il titolo di re dei Longobardi. Lo sconfitto re Desiderio fu rinchiuso nel monastero di Corbie. Nelle successive discese in Italia del 781 e 787, Carlomagno stabilì legami con l'Impero d'Oriente. Carlomagno combinò il fidanzamento di sua figlia Rotrude con il giovane Costantino VI. Carlomagno s'inserì sempre più a fondo nella vita di Roma attraverso i missi carolingi. Carlomagno fu consacrato re d'Italia. Carlomagno fu spinto a occuparsi del patrimonio temporale della Chiesa.

Campagne militari e governo dell'Impero

Nel 777 Carlomagno iniziò una serie di campagne per la sottomissione e l'evangelizzazione dei Sassoni guidati da Vitichindo. A Paderborn si tenne una cerimonia di Battesimo collettivo dei Sassoni. La rivalsa dei Sassoni vinti fu soffocata nelle campagne del 782-85 con tremendi massacri. Tra i massacri contro i Sassoni vi fu quello di molte migliaia di prigionieri a Werden. Carlomagno si spinse oltre i Pirenei nella futura Marca di Spagna. Nel 778 Carlomagno subì un grave rovescio militare a Roncisvalle. L'incoronazione imperiale del giorno di Natale dell'anno 800 fu il coronamento della politica di Carlomagno. Il papato riconobbe la politica di Carlomagno sollecitando la protezione del sovrano. Il papato, nella persona di Leone III, accetto Carlomagno come giudice delle sue controversie. Carlomagno estese la sua influenza fino alla Palestina, come dimostrano le origini della disputa sul Filioque. Carlomagno mostro sollecitudine per il restauro delle chiese di Gerusalemme e dei luoghi santi mediante questue. Le questue per i luoghi santi furono prescritte in un capitolare dell'810. La sollecitudine per i luoghi santi valse a Carlomagno il titolo di primo dei crociati.

Riforme religiose e cultura

Carlomagno continuo l'opera di riforma iniziata da suo padre con il concorso di San Bonifacio. Nel 779 Carlomagno promulgo un capitolare sui beni della Chiesa e i diritti vescovili, nonostante fosse occupato per le rivolte dei Sassoni. Carlomagno accentuo la sua azione riformatrice sotto l'impulso dei chierici, dei proceres ecclesiastici, di Alcuino e di Teodulfo d'Orleans. La celebre Admonitio generalis del 789 mostra la concezione di Carlomagno in materia di politica religiosa. La politica religiosa di Carlomagno si richiamava all'esempio biblico del re Giosia per ricondurre il popolo di Dio nelle vie del Signore e far regnare ed esaltare la sua legge. Dall'esigenza religiosa di Carlomagno nacquero il rinascimento degli studi, la revisione del testo delle Scritture operata da Alcuino e la costituzione dell'omeliario di Paolo Diacono. Al concilio di Francoforte del 794, Carlomagno si erse di fronte a Bisanzio come il legittimo erede degli imperatori d'Occidente, promotori di concili e guardiani della fede. I testi relativi alla disputa delle immagini, noti come Libri Carolini, portano il nome di Carlomagno sebbene redatti da Alcuino o Teodulfo.

La vita privata e la morte

La vita privata di Carlomagno fu obiettivamente deplorevole secondo il testo. Carlomagno fu autore di due ripudi e di molti concubinati. La vita privata di Carlomagno comprese massacri giustificati dalla sola vendetta e la tolleranza per la liberta dei costumi di corte. Esistevano indizi di una sensibilita di Carlomagno per la colpa in tempi piuttosto grossolani e corrotti. Il biografo Eginardo informò che Carlomagno non apprezzava punto i giovani, sebbene li praticasse. Carlomagno teneva molto all'esatta osservanza dei riti liturgici. Carlomagno faceva celebrare i riti liturgici, specialmente ad Aquisgrana, con sontuoso decoro. Monumenti documentari ed encomiastici del patronato esercitato da Carlomagno sulla Chiesa restano negli Annales. Gli Annales ricordano i concili presieduti da Carlomagno e le chiese e i monasteri da lui fondati. Carlomagno mori ad Aquisgrana il 28 gennaio 814. Alla sua morte, Carlomagno lasciò il ricordo di molti meriti che la posterità si incaricò di glorificare.

Il destino postumo e la canonizzazione

La valorizzazione del prestigio di Carlomagno assunse il carattere di un'operazione politica durante la lotta delle Investiture e il conflitto fra il Sacerdozio e l'Impero. La prima cura di Ottone I nel farsi consacrare ad Aquisgrana nel 962 fu quella di ripristinare la tradizione carolingia per servirsene. Nell'anno 1000, Ottone III scoprì ad Aquisgrana il corpo di Carlomagno in circostanze favorevoli all'immaginazione. Nel secolo XI Gregorio VII scorse nell'incoronazione imperiale di Carlomagno la ricompensa dei servigi da lui resi alla cristianità. Nel secolo XI gli Enriciani esaltarono il patronato esercitato dall'imperatore sulla Chiesa. L'impero divenne oggetto di competizione fra principi germanici. Federico I invocò gli esempi delle canonizzazioni di Enrico II nel 1146, di Edoardo il Confessore nel 1161 e di Canuto di Danimarca nel 1165. Federico I pretese e ottenne dall'antipapa Pasquale III la canonizzazione di Carlomagno. La canonizzazione di Carlomagno avvenne col rito dell'elevazione agli altari il 29 dicembre 1165. Federico I intese gettare discredito su Alessandro III, che gli rifiutava l'impero. Federico I intese gettare discredito sui Capetingi che pretendevano l'impero. Filippo Augusto fu vincitore di Federico II a Bouvines nel 1214. Filippo Augusto si richiamo alle analoghe vittorie di Carlomagno sui Sassoni. Federico II si fece incoronare ad Aquisgrana il 25 luglio 1215. Federico II dispose una solenne traslazione delle reliquie di Carlomagno due giorni dopo la sua incoronazione. Innocenzo III fu un risoluto sostenitore della teoria delle due spade. Innocenzo III ricordava che e il papa che eleva all'impero. Innocenzo III dipingeva Carlomagno come uno strumento passivo della traslazione dell'impero da Oriente a Occidente. La figura di Carlomagno fu piegata a interpretazioni opposte almeno fino all'elezione di Carlo V.

La tradizione letteraria e la nascita del culto

Il culto di Carlomagno appare ben radicato nella tradizione letteraria e nell'iconografia. Il tono agiografico è evidente nei racconti di Eginardo e del monaco di San Gallo, posteriori di poco alla morte dell'imperatore. Rabano Mauro, abate di Fulda e arcivescovo di Magonza, iscrisse Carlomagno nel suo Martirologio. La leggenda di Carlomagno fu abbellita dagli aspetti missionari della sua vita. La chiesa di Santa Maria Latina a Gerusalemme conservava il ricordo di Carlomagno. Alla fine del secolo X si credeva che l'imperatore si fosse recato in Terrasanta in pellegrinaggio. Urbano II esalto la memoria di Carlomagno davanti ai primi crociati nel 1095. Nel 1100 l'avventura transpirenaica dei paladini si trasfigurò in crociata attraverso la Chanson de Roland. Nelle chansons de gestes compaiono frequenti interventi soprannaturali. Carlomagno è assistito dall'angelo Gabriele nelle chansons de gestes. Nelle leggende Dio parla a Carlomagno in sogno. Carlomagno arresta il sole in modo simile a Giosuè. Carlomagno benedice o assolve lui stesso i combattenti benché il suo esercito formicoli di chierici. Dal secolo XII al secolo XV si moltiplicarono le testimonianze di un culto effettivo di Carlomagno. Il culto fu connesso con la fedeltà delle fondazioni carolingie alla memoria del fondatore. Il culto fu connesso con l'atteggiamento dei vescovi verso gli Staufen, promotori del culto imperiale. A Strasburgo si trovava un altare di Carlomagno anteriore al 1175. A Osnabruck e ad Aquisgrana esistevano altari dedicati prima del 1200. Nel 1215 si stabilirono due festività: il 28 gennaio, festa solenne con ottava, e il 29 dicembre, festa della traslazione. Roma rispose istituendo la festa antimperiale di San Tommaso Becket. Nel 1226 il cardinale Giovanni di Porto consacrò ufficialmente ad Aquisgrana un altare in onore dei santi apostoli e del beato re Carlo. A Ratisbona il monastero di San Emmerano e quello di San Pietro adottarono il culto di Carlomagno. Il monastero di San Pietro era occupato dagli Irlandesi. Il culto di Carlomagno si diffuse nonostante l'estraneità dell'episcopato. Il culto si estese in un'area esagonale con densità più forti a Treviri, Fulda, Norimberga e Lorsch, secondo M. Folz. Nel 1354 Carlo IV fondò un oratorio a Ingelheim presso Magonza. L'oratorio di Ingelheim fu fondato in onore del Santo Salvatore e dei beati Venceslao e Carlomagno. Il culto di Carlomagno toccò l'apogeo nel secolo XV. Il culto di Carlomagno non fu abolito dalla Riforma. Il culto sopravvisse fino al secolo XVIII in una prospettiva politica presso i Febroniani.

Il patronato e la diffusione in Francia e in Europa

Nel secolo XIII in Francia una confraternita di Roncisvalle si stabilì a San Giacomo della Boucherie. Carlo V fece di Carlomagno un protettore della casa di Francia alla pari di San Luigi tra il 1364 e il 1380. Carlo V portò sullo scettro l'effigie di Carlomagno con l'iscrizione Sanctus Karolus Magnus. Luigi XI estese a tutta la Francia la celebrazione della festa di Carlomagno il 28 gennaio nel 1471. Nel 1478 Carlomagno fu scelto come patrono della confraternita dei messaggeri dell'università. Dal 1487 Carlomagno fu festeggiato come protettore degli scolari. Nel collegio di Navarra si celebrò fino al 1765 una Messa con panegirico il 28 gennaio. Il cardinale Lambertini indicò il caso di Carlomagno come tipico esempio di equivalenza fra venerazione tradizionale e regolare beatificazione. Il cardinale Lambertini trattò l'argomento nel De servorum Dei beatificatione. La canonizzazione di Carlomagno rappresenta un momento del suo straordinario destino postumo come imperatore d'Occidente. La vita e l'opera di Carlomagno fornirono l'occasione per lo sviluppo di un culto in alcune regioni cristiane. Oggi il culto di Carlomagno si celebra solo ad Aachen. Ad Aachen il culto ha un rito doppio di prima classe il 28 gennaio con ottava. La solennità ad Aachen è fissata alla prima domenica dopo la festa di Santa Anna. Il culto è tollerato per indulto della Santa Congregazione dei Riti a Metten e a Münster nei Grigioni. Carlomagno morì il 28 gennaio 814.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Carlomagno?

Si celebra il 28 gennaio ad Aachen con ottava e solennità la prima domenica dopo la festa di Santa Anna, ed è tollerato a Metten e a Münster per indulto.

Di cosa è patrono San Carlomagno?

San Carlomagno è patrono della Francia, della confraternita dei messaggeri dell'università e degli scolari.