28 de enero
San Lorenzo Wang Bing
Catequista y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e giovinezza
San Lorenzo Wang Bing nacque nella città di Guiyang durante il XIX secolo. Egli era l'unico figlio maschio all'interno di una famiglia di fede cattolica. Durante lo svolgersi della Rivolta del Loto Bianco, i suoi genitori furono imprigionati insieme ad altri cristiani e successivamente esiliati a Yili, in Mongolia, dove persero la vita. In seguito a tali eventi dolorosi, Lorenzo andò a vivere con la sorella maggiore. Quando anche la sorella venne condannata all'esilio, il giovane Lorenzo trovò accoglienza presso una zia. Raggiunta l'età di vent'anni, Lorenzo si unì in matrimonio con Maria Ly Che, la quale gli diede due figli e tre figlie. Lorenzo godeva di una condizione economica agiata ed era proprietario di alcuni terreni. Egli era particolarmente noto all'interno della comunità per la sua generosità e per la sua concreta carità verso il prossimo. Tali virtù lo resero ben presto il punto di riferimento e il capo della sua comunità cattolica di appartenenza.
L'opera missionaria e il trasferimento a Maokou
Nel corso dell'anno 1854 si verificarono numerose e significative conversioni nelle località di Pingyue e Wongan. Tali conversioni avvennero grazie all'intensa e fervida attività missionaria svolta da Lorenzo. L'anno seguente, mosso dallo stesso zelo apostolico, Lorenzo chiese di recarsi a Puan. Anche in quella nuova terra egli portò molte persone alla fede cristiana. Tempo dopo, a causa di accuse che erano state falsamente rivolte contro di lui, fu costretto a scappare e trovò rifugio a Maokou. In quel luogo lo attendeva l'amico Girolamo Lu Tingmei. I due decisero di comune accordo di costruire un edificio destinato alla predicazione e all'insegnamento del catechismo, ovvero una chiesa o cappella. Lorenzo avrebbe voluto erigere la chiesa dietro il villaggio, mentre Girolamo preferiva destinare allo scopo uno spazio vuoto situato accanto al tempio degli antenati. Alla fine del confronto prevalse il parere di Girolamo sulla collocazione della chiesa. Uno zio non cristiano di Girolamo, di nome Lu Sankong, e un cugino, di nome Lu Kuepa, si mostrarono fortemente scontenti di quel progetto. Essi decisero di contrastare l'iniziativa con tutti i mezzi possibili. L'autorevolezza del loro parente non permetteva tuttavia alcuna opposizione aperta. Un altro zio, Lu Wenzai, aveva manifestato in precedenza un vago desiderio di farsi cristiano. Lu Wenzai aveva persino chiesto al nipote alcuni chiarimenti riguardanti la dottrina cristiana. Successivamente egli cambiò idea in modo radicale, fino a trasformarsi in un persecutore accanito dei neofiti.
La delazione e l'arresto
Per attuare il loro disegno persecutorio, i oppositori attesero cinque giorni dall'inizio dei lavori di costruzione. In segreto, essi riferirono ad alcuni soldati che un predicatore cristiano e alcuni suoi compagni intendevano costruire un luogo di preghiera più bello del tempio degli antenati. I soldati ritennero che la questione meritasse la massima considerazione. I soldati introdussero gli accusatori al funzionario che svolgeva il ruolo di intermediario con il mandarino Tai Lu Che. Costui li indirizzò a sua volta al proprio superiore. Il superiore mandò dapprima due sottoposti a controllare la situazione direttamente a Maokou. Successivamente il superiore si diresse personalmente sul posto. Dopo essersi consultato con i capi del villaggio, il mandarino ordinò a tre soldati di prelevare Lorenzo e Girolamo. Il 13 dicembre 1857 i due catechisti e altri compagni erano radunati per le preghiere della sera al momento del loro arresto. Quando i soldati fecero cenno di seguirli, Girolamo prese un opuscolo contenente il trattato di tolleranza del 1846 e due libriccini cristiani. Girolamo suppose che sarebbe comparso a breve davanti al mandarino. I due giunsero al cospetto di Tai Lu Che, il quale diede immediato avvio all'interrogatorio. Durante l'interrogatorio Lorenzo dichiarò coraggiosamente di chiamarsi Wang e di essere cristiano. Dichiaro inoltre di essere originario di Guiyang. Affermò di insegnare i libri sacri. Rispose di avere cinque studenti sotto la sua guida. Alla domanda sul perché fosse venuto da così lontano, rispose di essere stato invitato. Alla domanda relativa al suo alloggio, rispose di essere ospitato da Lu Tingmei perché praticava la religione del Signore del Cielo. Alla domanda sul perché non facesse ritorno per le festività del nuovo anno, rispose che l'insicurezza delle strade glielo aveva sempre impedito. Il mandarino ordinò loro di partire l'indomani e ai soldati di scortarli fino a Guiyang. Terminato il processo, Lorenzo e Girolamo fecero ritorno nella casa di Girolamo. Girolamo rivolse parole di profondo conforto ai propri figli e a sua madre. L'amico andò con lui a confortare la vergine Agata Lin. Agata Lin li invitò a prepararsi al martirio o a un eventuale nuovo processo. Dopo una leggera cena, i membri della famiglia andarono a riposare. Girolamo e Lorenzo rimasero invece soli a vegliare in preghiera. Essi avrebbero potuto facilmente fuggire durante la notte ma preferirono restare. Lo fecero per evitare alla nascente comunità cristiana una persecuzione distruttiva e dolorosa. Speravano che la loro vita sacrificata bastasse ad assicurare la pace e la libertà religiosa ai neofiti.
Il secondo interrogatorio e la condanna
Il mandarino era inizialmente indeciso se condannare o meno i due uomini. Le insinuazioni malevole dello zio di Girolamo fecero tuttavia decidere il mandarino per la pena capitale. Fra le sette e le otto del mattino del 14 dicembre, dopo aver recitato la preghiera del mattino in comune, i due seguirono i soldati. I soldati li chiamarono per ordine di Tai Lu Che presso l'albergo dove il mandarino era alloggiato. Essi si prostrarono davanti al mandarino e rimasero in ginocchio. Lorenzo si trovava posizionato a sinistra del suo compagno. Il primo a essere interrogato fu Girolamo. A Girolamo vennero rivolte le medesime accuse del giorno precedente. Girolamo contrastò le accuse esponendo con grande serenità i dieci comandamenti. Girolamo guardava sempre fiso in faccia il suo persecutore durante l'interrogatorio. Lorenzo rimase invece con gli occhi costantemente rivolti a terra durante tutto il suo interrogatorio. Lorenzo rispose alle domande a bassa voce. Lorenzo cominciò rispondendo che si era fermato a Maokou per ricambiare la visita fatta da Girolamo quando questi era passato nel suo paese. Alcuni dignitari fecero presente al mandarino di aver spesso visto Lorenzo a Maokou. I dignitari riferirono di aver udito spesso Lorenzo cantare e pregare insieme agli altri cristiani dei paraggi durante la sua sosta. I dignitari sospettavano che Lorenzo e i cristiani stessero organizzando una rivolta segreta. Tai Lu Che chiese a Lorenzo se non bastasse essersi riposato un giorno da un amico durante il viaggio, qualora fosse venuto soltanto di passaggio. Lorenzo rimase in silenzio dopo la domanda del mandarino. Il mandarino pensò che Lorenzo non avesse ben capito. Il mandarino chiese a Lorenzo se mangiasse quella religione. Il mandarino accusò Lorenzo di essere venuto per corrompere gli abitanti propagando la sua setta. Il mandarino accusò Lorenzo di aver corrotto così tanti abitanti che serie calamità minacciavano il paese. Il mandarino ordinò a Lorenzo di tornare a Guiyang, dove i magistrati supremi avrebbero eventualmente gradito che mangiasse la sua religione. Lorenzo replicò con fermezza di non mangiare la sua religione, ma di praticarla o piuttosto di confessarla. Il mandarino chiese cosa significasse praticare o confessare la religione. Lorenzo spiegò che essi praticavano la religione osservando i dieci precetti del Decalogo. Lorenzo elencò i comandamenti dal primo all'ultimo esattamente come aveva fatto Girolamo. L'interrogatorio proseguì chiedendo se nella loro setta la preghiera fatta in particolare da un solo uomo fosse efficace. Lorenzo rispose che la preghiera individuale è efficace. Il mandarino chiese perché, al ritorno del primo giorno della settimana, si radunassero per cantare preghiere tutti insieme, uomini e donne. Il mandarino espresse l'opinione che tale raduno servisse evidentemente per tramare complotti e commettere crimini. Lorenzo rispose che la religione cristiana è buona e santa e non può condurre a nulla di male. Il mandarino obiettò che se la religione fosse buona non farebbe radunare uomini e donne per recitare preghiere. Il mandarino indicò Agata Lin, chiedendo cosa avesse in comune con Lorenzo, non essendo sposata, e se non stessero macchinando una rivolta o cose dannose e malvage. Il mandarino chiese a Lorenzo perché avesse abbandonato la città di Guiyang. Lorenzo dichiarò di aver ricevuto la religione dai suoi genitori. Lorenzo affermò che i loro antenati hanno trasmesso quel modo di pregare e chiese come avrebbe potuto smettere di pregare o abbandonare la sua religione. Il mandarino obiettò chi si preoccupasse dei pagani che adorano gli idoli secondo la tradizione dei loro antenati o li forzasse a rigettare il culto ricevuto dai genitori. Il mandarino ordinò a Lorenzo di rinunciare alla sua religione. Lorenzo rispose che non ci rinuncia e non si pente di averla abbracciata. Il prefetto chiese un'altra volta a Lorenzo se volesse infine pentirsi. Lorenzo rispose di non pentirsi. Il prefetto disse di aver saputo che gli abitanti del villaggio si lamentavano perché Lorenzo si era fermato lì più a lungo del tollerabile. Il prefetto intimò a Lorenzo di pentirsi assolutamente e gli chiese se si pentisse adesso. Lorenzo rispose di non pentirsi e che la sua religione è l'omaggio supremo di tutti gli esseri al Principio sovrano. Il prefetto, vinto una seconda volta, gridò incollerito chiedendo se non si pentisse e condannandoli a morte. Successivamente fu il turno di Agata Lin di essere interrogata. Agata Lin si dimostrò altrettanto ferma nel non voler rinunciare alla fede. Il mandarino pronunciò la condanna a morte per tutti e tre. Appena udita la condanna, Girolamo Lu Tingmei esclamò con fede: Gesù, salvaci! I martiri furono denunciati come cristiani sotto il regno dell'imperatore Wenzongxian.
Il martirio e la glorificazione
Il martirio di Lorenzo Wang Bing e dei suoi compagni avvenne il 28 gennaio 1858. Il martirio fu eseguito mediante decapitazione. Il tragico e luminoso evento avvenne presso la riva sinistra del fiume Ou, nella città di Maokou, nella provincia cinese del Guizhou. Subito dopo la loro morte, si diffuse ampiamente la voce che al momento dell'esecuzione tre fasci di luce, due rossi e uno bianco, fossero apparsi miracolosamente attorno a loro. Si disse altresì che alcuni non cattolici avessero visto tre globi di luce salire in cielo dopo la morte dei martiri. Alcuni loro amici pietosi vennero nel cuore della notte per dare loro cristiana sepoltura. Lorenzo Wang Bing e i suoi compagni di martirio furono in seguito inclusi nel gruppo di trentatré martiri dei Vicariati Apostolici di Guizhou, Tonchino Occidentale e Cocincina. Il decreto sul martirio dei trentatré martiri fu solennemente promulgato il 2 अगस्त 1908. La beatificazione ad opera di san Pio X avvenne il 2 maggio 1909. Successivamente, i martiri furono inseriti nel più ampio e glorioso gruppo dei centoventi martiri cinesi capeggiati da Agostino Zhao Rong. Infine, essi furono iscritti ufficialmente nell'elenco dei santi il 1 ottobre 2000 da parte del Beato Giovanni Paolo II.
Una vida al servicio del Evangelio
La trayectoria de San Lorenzo Wang Bing se desarrolló en el contexto de un siglo diecinueve marcado por grandes retos para la Iglesia en China. Originario de Guiyang, dedicó sus años a una intensa labor misionera y de catequesis. Su compromiso lo llevó a transitar por diversas localidades, cumpliendo con la misión de instruir y fortalecer a los fieles en Pingyue, Wongan y Puan. Su fe no se limitaba a la enseñanza teórica, sino que buscaba el arraigo tangible de la comunidad, como lo demuestra la construcción de una capilla en Maokou, proyecto que realizó en compañía de Girolamo Lu Tingmei.
Esta labor de evangelización fue percibida como una amenaza por las autoridades de la época. El trece de diciembre del año mil ochocientos cincuenta y siete, San Lorenzo fue arrestado bajo la grave acusación de proselitismo cristiano. Durante los interrogatorios, el mandarino intentó doblegar su espíritu exigiéndole que renegara de su fe. Sin embargo, el catequista mantuvo una postura firme, negándose repetidamente a abiurar. Su testimonio de vida culminó el veintiocho de enero del año mil ochocientos cincuenta y ocho, cuando fue conducido a la orilla del río Ou, en Maokou, donde recibió el martirio por decapitación. Su muerte, lejos de ser el fin de su misión, se convirtió en una semilla que fecundó la historia de la Iglesia, siendo reconocido oficialmente por su santidad tras su canonización el primero de octubre del año dos mil.
Su memoria litúrgica
La Iglesia universal celebra la memoria litúrgica de San Lorenzo Wang Bing el día veintiocho de enero. Esta fecha, que coincide con el aniversario de su tránsito al cielo, es una oportunidad para que los fieles recuerden la valentía de un hombre que, desde su sencillez como catequista, alcanzó la corona del martirio. Su vida nos recuerda que la fe no es un concepto abstracto, sino un camino que a menudo exige una entrega total.
Al honrar a San Lorenzo, los cristianos de nuestro tiempo son llamados a interceder por aquellos que sufren persecución y a fortalecer su propio compromiso con el anuncio del Evangelio. Su figura permanece como un faro de sobriedad y firmeza, recordándonos que el testimonio más eficaz es aquel que se sostiene en la verdad, incluso cuando el entorno es hostil. La celebración de su memoria es un momento de gracia para renovar la propia entrega a Dios, siguiendo el ejemplo de quien no dudó en dar testimonio de su fe en las riberas del río Ou.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Lorenzo Wang Bing?
Si festeggia il 28 gennaio, giorno della sua memoria liturgica.
Chi erano i compagni di martirio di San Lorenzo Wang Bing?
I suoi compagni di martirio furono il catechista Girolamo Lu Tingmei e la vergine e catechista Agata Lin.
En la ciudad de Maokou en la provincia de Guizhou en China, santos mártires Ágata Lin Zhao, virgen, Jerónimo Lu Tingmei y Lorenzo Wang Bing: catequistas, fueron denunciados como cristianos bajo el emperador Wenzongxian y finalmente decapitados. — Martirologio Romano