La Beata Filippa Mareri nacque sul finire del secolo decimoterzo, precisamente tra gli anni 1190 e il 1200, all'interno della nobile famiglia dei Mareri nel castello di proprietà della famiglia in provincia di Rieti. Le date di riferimento biografico sono localizzate a Mareri, Petrella Salto, Rieti, mentre secondo il martirologio la santa visse a Borgo San Pietro in Abruzzo. Donna di profonda fede, rigettò le ricchezze e i fasti del mondo per intraprendere un cammino di totale dedizione al Signore. San Francesco in persona avviò Filippa alla vita di perfezione tra gli anni 1221 e il 1225. Con grande determinazione, la giovane prese la risoluzione di consacrarsi a Dio, resistendo con fermezza alle pressioni dei parenti, alle minacce del fratello Tommaso e alle richieste dei pretendenti, i quali non riuscirono in alcun modo a rimuovere la sua decisione. A imitazione di Chiara di Assisi, Filippa fuggì da casa insieme ad alcune compagne, abbracciando all'interno di una proprietà della sua famiglia il modello di vita di Santa Chiara da poco introdotto. Si rifugiò dapprima in una grotta nei pressi di Mareri, oggi chiamata Grotta di Santa Filippa, dove rimase fino al 1228. Successivamente, i fratelli Tommaso e Gentile, tramite uno strumento notarile del 18 settembre 1228, le donarono il castello di loro proprietà con annessa la Chiesa di San Pietro de Molito, odierno Borgo San Pietro, permettendole di trasferirsi nella nuova dimora insieme alle sue seguaci.
Nel nuovo monastero organizzò e diresse la vita claustrale seguendo il programma tracciato da San Francesco per le Clarisse di San Damiano, divenendo la prima santa del Secondo Ordine Francescano, quello delle Clarisse. La cura spirituale fu affidata dal medesimo San Francesco al Beato Ruggero da Todi, sotto la cui guida la comunità divenne una scuola di santità e la fondatrice si distinse come maestra di vita spirituale. L'occupazione principale era costituita dal culto e dalla lode di Dio, dalla vita liturgica e dallo studio della Bibbia, affiancati dal lavoro, dal servizio dei poveri, dall'apostolato e dalla preparazione di medicine da distribuire gratuitamente ai malati. Attraverso la parola, il fervore della carità e lo stile di vita modellato sulla scuola del Santo di Assisi, fece rivivere alcune pagine del Vangelo in un mondo che le aveva dimenticate. Santa Filippa morì il 16 febbraio 1236. Il titolo di santa comparve per la prima volta in una bolla di Innocenzo IV emessa nel 1247, appena dieci anni dopo il suo transito, per l'attestazione del titolo. Nonostante sia ufficialmente indicata come Beata, la devozione popolare e le sue suore le hanno sempre assegnato l'appellativo di Santa. Sono trascorsi 750 anni dalla sua morte, e la devozione è cresciuta nella sua terra e in numerosi altri paesi e continenti, avviata dagli emigranti che trovarono sostegno nelle difficoltà grazie alla sua protezione.